Due giorni all’insegna del culto di San Demetrio, martire di Tessalonica, si sono svolti sabato 24 e domenica 25 ottobre, presso la millenaria abbazia benedettina di San Lorenzo in Campo, dove sono custodite da tempo immemorabile le reliquie del santo greco. A richiamare i fedeli ortodossi la memoria liturgica di San Demetrio, che cade il 26 ottobre.
Le celebrazioni del Santo sono state inaugurate la mattina di sabato da sacerdoti ortodossi provenienti da Città di Castello, Forlì, Jesi, Ancona, Osimo e Macerata, accolti da Padre Costantin Corniş della Parrocchia ortodossa rumena “San Giovanni di Prislop” e da don Luca Santini, parroco della comunità laurentina. A seguire le celebrazioni della domenica guidate da Padre Luca Santoro, presbitero della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia.
Nelle volte dell’abbazia sono di nuovo risuonati i sacri canti intonati da circa duecento fra uomini e donne, queste ultime a capo coperto, che hanno venerato le sacre reliquie di Demetrio. L’urna del Santo, solitamente costudita nella parte più antica dell’abbazia, la cripta, è stata collocata sul presbiterio, alla vista dei fedeli. Anche quest’anno si è straordinariamente rinnovato quanto stabiliva un testamento del 1538 rogato da Giambenedetto Sandreani di Corinaldo, in virtù del quale in perpetuo, per la festa di San Demetrio, doveva essere officiata una messa alla presenza di almeno dieci sacerdoti. Le reliquie di San Demetrio erano state infatti rinvenute nell’abbazia laurentina appena diciotto anni prima.
È sorprendente come con il passare dei secoli questo Santo continui ad attirare numerosi fedeli e dalla fine degli anni Settanta del secolo scorso a favorire il prodigio dell’unità fra cristiani, alimentando il dialogo ecumenico fra le due Chiese. Merito di Don Luca Santini, che ha fatto sua la lezione di fraterna accoglienza riservata ai fratelli ortodossi da Don Araldo Angeloni, che lo ha preceduto alla guida della parrocchia di San Lorenzo in Campo. Non si tratta di semplice tradizione, ma del fruttuoso dialogo di una Chiesa in cammino che nei tempi bui della storia dell’uomo si fa luce e incontro.
In occasione della celebrazione liturgica di San Demetrio infatti don Luca, il 26 ottobre, con rinnovato entusiasmo, ha incontrato a Loreto Bartolomeo I, Patriarca di Costantinopoli, e gli ha fatto dono di una preziosa reliquia del Santo. Alla presenza dell’Arcivescovo Fabio Dal Cin, hanno insieme pregato con l’ufficio delle letture dedicate a Demetrio il Mirovlita (“colui che effonde olio profumato”). Demetrio, insomma, come un padre, continua a unire: dopo le traslazioni delle sue reliquie a Tessalonica alla fine degli anni Settanta del Novecento, una nuova importante occasione di dialogo è stata voluta, pensata, realizzata, favorita dai tanti silenziosi fertili incontri, di cui l’abbazia laurentina nella sua sobria solennità è stata nel tempo testimone.
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