Madre Angela Tamanti (1930-2014) è stata una monaca agostiniana tutta sale e pepe, quando il sale è sapienza e il pepe la sollecitudine della carità. Nata sul Monte della nostra città ducale, fece il suo ingresso nel monastero di S. Caterina d’Alessandria il giorno di sant’Agostino del 1950.
L’averla avuta per Madre è uno dei più grandi doni che Dio mi abbia fatto; a ogni piè sospinto le chiedevo consigli e il suo agire era fonte inesauribile d’insegnamento. Una volta le ho domandato perché si era consacrata proprio qui a Urbino: «Prima i tuoi, gli altri se puoi» la sua sicura risposta. Un amore concreto, quindi. I “suoi” divennero presto la comunità monastica (Abbadessa per sette mandati), la Federazione dei Monasteri agostiniani d’Italia (eletta due volte Presidente) e soprattutto ogni persona che bussava alla nostra porta, cercando in lei luce nel cammino e consolazione nella sofferenza. Amava ripetermi che «il primo dono che abbiamo ricevuto è la Vita, il secondo la Vocazione, il terzo la Comunità». Li commento a ritroso.
La Comunità: ha incarnato come pochi l’altissimo carisma agostiniano che vede nell’amicizia e nella vita comune il suo punto cardine. La Vocazione: la volontà di consacrazione è stata graduale dato che il suo sogno nel cassetto era quello di divenire ostetrica. «Non sapevo proprio come potevano stare insieme questi due desideri» ci raccontava. Le risultò tutto chiaro quando, da monaca, fu chiamata ad aiutare molti fratelli a nascere nello spirito. Ma Dio, che è capace di fare assai più di quanto chiediamo e comprendiamo (Agostino), è andato perfino oltre. Dopo la sua morte, infatti, ci siamo rivolte a lei per donne con gravidanze difficili, per il dono della fecondità, per i malati. Che dire: i miracoli e i bimbi nati per la sua intercessione abbiamo smesso di contarli. Ora “l’Ostetrica del Cielo” dona con larghezza il dono della Vita che ha ricevuto.
Con semplicità e umiltà Madre Angela ha realizzato il disegno che Dio aveva su di lei. Stessa semplicità e umiltà disarmanti del nostro caro confratello padre Robert Prevost, papa Leone. Due grandi agostiniani donati da Dio al mondo. Il giorno della mia consacrazione solenne c’erano entrambi. Nelle mani di Madre Angela ho pronunciato la formula della consacrazione; quelle di padre Prevost hanno invece preso le mie per donarmi l’anello nuziale. Così è la vita cristiana: una staffetta continua di servizio nell’amore e nel dono instancabile di sé.




1 commento
Ho scoperto solo oggi di Madre Angela Tamanti, ormai per me, e mio marito, troppo tardi però la Sua storia rimane meravigliosa.