“Non si guardi ai giovani con indifferenza o meschina sottovalutazione”: dopo i gravi atti di violenza accaduti in alcune città italiane, e a Milano in particolare, di cui si sono resi protagonisti giovani e adolescenti, così ha parlato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha invitato a farsi carico del malessere e dell’insicurezza per
il futuro che emerge dal mondo giovanile. Parole importanti, che chiamano tutti coloro che sono coinvolti nell’educazione giovanile, dalle famiglie alla scuola e alle associazioni di vario genere, ad interrogarsi su ciò che ciascuno può fare per incoraggiare i giovani ad affrontare la vita futura con fiducia e speranza e rasserenare la vita di tutta la società civile.
Anche il CSI, associazione che vede nell’attività sportiva uno strumento per aiutare la crescita e la formazione della persona umana, si è sentito chiamato in causa dalle parole del Capo dello Stato ed il presidente nazionale Vittorio Bosio in una nota ha messo in evidenza in particolare due aspetti che possono contribuire a mettere fine alla grave emergenza del disagio giovanile. C’è una prima esigenza che riguarda il comportamento degli adulti: non basta prendere atto che ai giovani bisogna offrire attenzione e quello che un tempo era definito “il buon esempio”.
I giovani oggi non fanno quello che noi adulti indichiamo loro come giusto per noi, ma ciò che reputano sia giusto ai loro occhi e quando sono disorientati guardano i comportamenti degli adulti, dei protagonisti dei nostri tempi, ricevendone insegnamenti purtroppo spesso decisamente diseducativi. Occorre dunque da parte degli adulti la volontà di offrire ascolto e dialogo, la disponibilità a confrontarsi e spiegare e soprattutto atteggiamenti coerenti e non ripiegati sul privato. Solo così si può acquisire autorevolezza e credibilità per farsi ascoltare dai ragazzi e poter così proporre progetti formativi. E tra questi, afferma il nostro presidente nazionale, c’è sicuramente la
visione dello sport educativo da sempre proposta dal CSI, una pratica sportiva che insegna valori importanti anche per la vita, come il rispetto degli avversari, mai nemici, delle regole del gioco e l’accettazione dell’autorità di chi queste regole deve far rispettare, uno sport vissuto come incontro tra amici e condiviso come un momento
di gioia e di sano divertimento.
Purtroppo troppo spesso lo sport è visto solo come “ricerca di campioni” e la selezione dei migliori costringe tanti giovani all’abbandono precoce della pratica sportiva: occorre creare una maggiore attenzione sullo sport come strumento educativo e così potremo avere meno violenza e più giovani di valore.
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