In quasi 60 siamo partiti alla volta di Lanzo d’Intelvi (CO) per vivere il Campo Giovanissimi di AC nel mese di agosto. Restituire le emozioni di un campo a chi non le ha vissute direttamente è un’impresa non da poco, tuttavia proviamo a raccontare.
Tutto comincia con la scelta di staccare dal contesto quotidiano, di lasciare le distrazioni e le routine estive per partire insieme ad altri coetanei e fare un’esperienza di vita comune, di confronto sulle domande decisive per ragazzi che hanno tra i 13 e 19 anni.
Di fronte a questi bisogni la risposta di noi educatori non vuole mai essere definitiva, ma vuole proporre esperienze di vita e sentieri possibili che possano portare gioia nelle loro vite come è successo a noi prima di loro.
L’attività formativa proposta quest’anno è stata incentrata proprio sulla crescita e sul trovare la propria strada, e per questo ci siamo serviti di un noto film Disney, “Il pianeta del tesoro”, della sua canzone più famosa, “Ci sono anch’io” degli 883 e della figura biblica di Davide.
Fondamentale è stato lasciare, durante la giornata, le occasioni di incontro con Dio, attraverso la preghiera e al celebrazione dell’eucarestia così come non è mancato il tempo libero in cui conoscersi meglio e il gioco, anch’essi parti decisive dell’esperienza educativa.
Quest’anno poi il campo è stato reso ancor più particolare dal “passaggio” in cui, in AC, si ritualizza una sorta di iniziazione alla vita più adulta che porta con sé nuove aspettative e nuove responsabilità. Il percorso non finisce al campo giovanissimi e nemmeno con l’uscita dall’adolescenza perché Dio ci accompagna tutta la vita e l’Azione Cattolica pure, offrendo ad ogni età e ad ogni situazione di vita un’attenzione formativa di crescita spirituale e culturale.
I ragazzi più grandi coinvolti si sono fermati a riflettere, accompagnati anche dalle parole dei loro genitori, sulle convinzioni e le certezze che hanno maturato e su quello che Dio e l’Azione Cattolica rappresentano e possono rappresentare in futuro nel compimento della loro vita e dei loro obiettivi.
Personalmente ho vissuto questo momento con forti emozioni e qualche lacrima non è certo mancata. Il campo è questo e tanto altro ancora. Auguro a tutti di vivere, in prima persona, almeno una volta nella vita una settimana così, all’insegna della condivisione, dell’amicizia, dell’accoglienza, accompagnati da quell’amore e quella gioia che solo Dio riesce a trasmettere. Voglio rivolgere, in conclusione, un ringraziamento a tutti i ragazzi e alle loro famiglie, per la fiducia e il sostegno nel rendere possibili queste settimane di formazione e crescita.
Invito chiunque avesse la curiosità di sperimentare quello che facciamo a rivolgersi al proprio parroco o ai giovani e adulti di AC presenti in parrocchia. C’è spazio per tutti, vi aspettiamo a braccia aperte.


