Il celebre dipinto, uno degli ultimi lavori del celebre artista urbinate, è stato oggetto di una pubblicazione molto interessante di Luca Baroni che è stata presentata nei giorni scorsi nella sala Serpieri del Palazzo voluto da Papa Clemente XI, tuttora noto come Collegio Raffaello
Fino al 27 settembre, nelle Sale del Castellare di Palazzo Ducale ad Urbino, si potrà ammirare la straordinaria Madonna Albani, uno degli ultimi lavori del grandissimo pittore Federico Barocci che ha trascorso tutta la vita nella città ducale, ricevendo le committenze attraverso la segreteria del Duca. Il dipinto sarebbe stato commissionato direttamente all’artista da Orazio Albani senior, primo antenato di rilievo della casata, di origine albanese, giunta ad Urbino verso il 1465.

Albani. In poco più di un secolo gli Albani hanno raggiunto i vertici del potere politico e religioso fino all’elezione al pontificato di Giovanni Francesco Albani che, col nome di Clemente XI, ha retto il Soglio Pontificio dal 1700 al 1721 rendendosi molto benemerito verso la sua città, creando, tra l’altro, il centralissimo Palazzo dove ebbe sede il Collegio dei Nobili, retto dai Padri Serpieri, poi Collegio Raffaello e oggi sede del Legato Albani l’Ente morale incaricato dal Comune di Urbino di amministrare il patrimonio storico del Collegio Raffaello e della famiglia Albani. L’illustre famiglia ha avuto anche altri cardinali, tutti molto generosi verso la città uno dei quali, il cardinale Giuseppe Albani ha fatto costruire nell’Ottocento l’antistante, cosiddetto Palazzo Nuovo, come sua abitazione, poi devoluta, con atto testamentario alla comunità urbinate. La Mostra dedicata alla Madonna Albani è stata promossa dalla Città di Urbino e dalla Rete Museale Marche Nord con il supporto del Legato Albani in collaborazione con BNL BNP Paribas, che ha acquisito l’opera nel 1985, e con il Patrocinio del Senato della Repubblica.
Libro. “Federico Barocci: La Madonna Albani” è il titolo del volume pubblicato per l’occasione a cura di Luca Baroni e presentato venerdi 17 luglio nella Sala Serpieri del Palazzo oggi sede del Legato Albani. Erano presenti il presidente del Legato Albani Giorgio Londei, l’assessore alla cultura del Comune Lara Ottaviani, Luca Baroni autore della pubblicazione. Il sen. Londei ha dato inizio alla conferenza stampa sottolineando l’iutilità della pubblicazione in quanto dopo il 27 settembre resterà l’unica testimonianza dell’importante evento; ha anche insistito sulla necessità di intensificare la pubblicità per attrarre visitatori all’esposizione della Madonna Albani che rappresenta un esempio significativo dello stretto legame esistente tra gli Albani e il Barocci. L’assessore Ottaviani ha affermato che si è partiti subito per pubblicizzare la mostra attraverso i social media che hanno raggiunto 35.000 persone suscitando molta attenzione ed interesse. Luca Baroni ha ringraziato il Comune e il Legato Albani per aver voluto pubblicare il libro, una delle tante iniziative su Federico Barocci; ha citato il Circolo Barocci e il busto che gli è stato dedicato al Monte tra i grandi di Urbino; ha ricordato che quando è nata la Galleria Nazionale delle Marche c’era solo Barocci, che è del 1916 un libro su Barocci e che sarebbe bello poter avere ad Urbino La Madonna Albani. Il testo prende in esame “Fonti e collezionismo”, “I disegni”, “Il dipinto”: la sua lettura è molto interessante.


