Close Menu
Il Nuovo AmicoIl Nuovo Amico

    Iscriviti alla Newsletter

    Ricevi le ultime notizie creative da Il Nuovo Amico.

      Ultimi articoli

      La prosa torna al Rossini

      Testimonianza di Antonia Salzano

      La pastorale digitale e dell’AI

      Facebook X (Twitter) Instagram
      Facebook X (Twitter) Instagram YouTube
      Il Nuovo AmicoIl Nuovo Amico
      Leggi il giornale in PDF
      • Pesaro
      • Fano
      • Urbino
      • Podcast
      • Cultura
      • Chiesa e Mondo
      • Abbonati
      Il Nuovo AmicoIl Nuovo Amico
      Home » Aspettando la solennità di san Crescentino
      Senza categoria

      Aspettando la solennità di san Crescentino

      REDAZIONE URBINODi REDAZIONE URBINONessun commento3 minuti di lettura
      Facebook Twitter WhatsApp LinkedIn Email
      Condividi
      Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

      San Crescentino 3URBINO – Il primo giugno si celebra la solennità di San Crescentino, patrono della città e arcidiocesi di Urbino. Il triduo di quest’anno tratterà il tema “San Crescentino: un laico, un giovane, un soldato”, con i seguenti titoli giorno per giorno: domenica 29 (ore 18.30): “Sine dominico non possumus, ovvero l’Eucaristia come fonte di ogni vocazione alla santità”, predica don Salvatore Amico; lunedì 30 (ore 18): “Giovani e santità”, predica don Steven Carboni, responsabile di Pastorale Giovanile per la diocesi di Fano; martedì 31 (ore 18): “Il buon combattimento della fede”, predica il Parroco don Andreas Fassa. Mercoledì 1 giugno infine, dopo le tre messe mattutine delle 8:30, 10:30 e 12:00, con confessori a disposizione per l’intera mattinata, seguirà il pontificale solenne delle 17 al cui termine si snoderà la processione per le vie del centro.

      La venerazione verso San Crescentino non ha limiti geografici (più luoghi sono legati alla sua figura), né di forma. Può toccare l’arte, la musica, la tradizione, le pratiche devozionali, ma si può comunque ricondurre ad un unico sentimento di amore verso il nostro patrono celeste. L’inno musicale che attualmente è suonato al termine della celebrazione in chiesa e durante la processione dall’orchestra di fiati, lo si deve a Mario Severini, organista della cattedrale nel secondo novecento. Anticamente vi erano di sicuro altri canti o inni dedicati al Patrono, ma oggi l’unico che si suona è il suo, caratterizzato da un ritmo lento ma scandito, con un testo oggi altisonante ma qualche decennio fa conforme alle usanze. L’immagine del Santo fu subito utilizzata in campo artistico, tra cui gli stemmi araldici di alcuni vescovi e quello del capitolo del duomo, com’è visibile nella sacrestia nuova in alto tra il mobilio in legno. La venerazione maggiore però è naturale che vada alle reliquie: il corpo, custodito sotto l’altar maggiore, è completo fuorché metà cranio, conservato per antico vincolo a Città di Castello. Soffermiamoci sulla reliquia umbra: nella cripta del duomo di Città di Castello ci sono varie stanze disadorne, con solo le tombe di alcuni Santi. Tra questi, ve ne è una impropria che presenta una teca vetrata con la calotta cranica di Crescenziano (nome umbro) a sua volta chiusa in un reliquiario a forma di testa. Con questa reliquia, simbolo anche del martirio per decapitazione che egli subì, si usa benedire il capo dei fedeli contro i mal di testa. Accanto alla reliquia, vi è una seconda teca più grande che conserva una costola di animale preistorico (un cetaceo?) ritrovata nei pressi del luogo del martirio (Pieve de’ Saddi). La tradizione voleva che questa fosse un osso del drago ucciso da Crescentino, mentre oggi è ormai chiara la metafora che associa il drago al paganesimo che il Santo riuscì a debellare. Infine, nella cappellina del duomo umbro è presente un busto dorato del soldato romano. Le reliquie di Urbino poi sono state in minima parte campionate per permettere la realizzazione di reliquiari processionali. Nel museo Albani si trova il più prezioso, in argento, rame dorato e lapislazzuli, datato 1669, ma non è l’unico. Ve ne è un secondo, in legno e più maneggevole, che si usa ancor oggi e che in realtà è multiplo, nel senso che all’interno vi sono frammenti ossei e di vestiti di più Santi, circa 15. Infine la stessa statua in cartapesta, nel petto, ha una piccola finestrella dov’è inserita una reliquia. Gli spunti per venerare il Santo non mancano. Sta a noi seguire gli esempi luminosi e camminare a nostra volta sulla strada della santità.

      Giovanni Volponi

      Condividi. Facebook Twitter WhatsApp LinkedIn Email

      Articoli Correlati

      Ritiro del clero al Pelingo

      28 Settembre 2026

      Quella voce di Radio Urbino Montefeltro

      28 Settembre 2026

      San Bernardino vince l’aquilone

      28 Settembre 2026
      Lascia un commento Annulla Risposta

      Percorso Quaresima 2025 - Chiesa Cattolica
      Editoriali

      Dalla Laudato si’ la prima comunità energetica diocesana

      L’addio a Soria dei padri Sacramentini dopo 48 anni

      “Comunità di comunità – la Chiesa come un mosaico”

      Restare umani

      IL Nuovo Amico settimanale d'informazione Pesaro-Fano-Urbino
      Social
      • Facebook
      • Twitter
      • Instagram
      • YouTube
      Da non perdere

      La prosa torna al Rossini

      Cultura

      La stagione di prosa 2026/2027 al Teatro Rossini si apre con Rosencrantz e Guildenstern sono…

      Creare un Ministero per costruire la pace

      “Ecclesia semper reformanda”

      Il ROF di oggi, tra memoria e futuro

      Iscriviti alla Newsletter

      Ricevi le ultime notizie da Il Nuovo Amico.

        Chi Siamo
        Chi Siamo

        Il Nuovo Amico
        Settimanale di informazione Fondato nel 1903
        Diocesi di Pesaro Fano Urbino
        Tel.: +39 0721 64052
        Email: info@ilnuovoamico.it

        Primo Piano

        Restare umani

        “Il Signore ti dia pace!”

        Lectio Magistralis di S.E.R. Sandro Salvucci alla festa di ringraziamento RnS

        Nuovi Commenti
        • Russo Da ide su Giuseppina, ora è “Sveva della Trinità”
        • Angelo De Solda su Un gigante della fede
        • Elena Demartis su Quindici anni dalla scomparsa di Mons. Bianchi
        • Paola su Madre Angela Tamanti l’ostetrica del cielo
        Facebook X (Twitter) Instagram
        • CONTATTI
        • STORIA
        • FISC
        • PREMIO VOLPINI
        • PREMIO ALDINA ROMBALDONI
        • Privacy e Cookies

        © 2026 Il Nuovo Amico. Tutti i diritti riservati. | Cooperativa Comunicare, via del Seminario 4 - 61121 Pesaro (PU) tel. 0721 64052 - C.F. 00957520414
        Pellegrinaggi e santuari | in collaborazione con : RossoZingone

        Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.