Con la scomparsa del Prof. Paolo Roberti Fano perde uno dei suoi figli più illustri. Nato nel 1943 è stato un economista impegnato in importanti istituzioni italiane e internazionali. Ha trascorso molti anni lontano dalla sua città, ma senza tagliare il legame con le sue origini.
La sua carriera si è sviluppata nel campo dell’economia pubblica. Ha iniziato la sua esperienza professionale a Londra e successivamente si è trasferito a Parigi, dove ha lavorato all’OCSE. Ha proseguito il suo percorso al Ministero del Tesoro, in particolare nella Commissione Tecnica per la Spesa Pubblica e nel Consiglio degli Esperti. Successivamente si è trasferito a Washington per lavorare alla Banca Mondiale, per poi rientrare all’ISTAT, dove ha concluso la sua carriera.
Parallelamente all’attività professionale è stato sempre impegnato nella docenza di Economia Pubblica in diverse università italiane. Anche dopo il pensionamento ha continuato a insegnare e a mettere la propria esperienza a disposizione degli studenti.
Tra gli aspetti più significativi della sua esperienza vi è l’attenzione ai problemi della povertà e delle disuguaglianze. Roberti è stato invitato dal Ministero del Tesoro a far parte della Prima Commissione di Indagine sulla Povertà, presieduta da Ermanno Gorrieri. Un impegno che ha anche tradotto in attenzione concreta alle realtà sociali della sua città.
Al CeIS di Fano ha suggerito un finanziamento europeo per un progetto sulla marginalità minorile. Un piccolo ma significativo esempio di come Roberti ha saputo mettere le proprie competenze a disposizione della comunità da cui è partito.
Nonostante gli incarichi e i numerosi anni trascorsi fuori dall’Italia, Roberti ha continuato a frequentare Fano e a coltivare le sue amicizie, mantenendo vivo il rapporto con la sua città, mai considerata solamente come dato anagrafico. Grazie alle sue relazioni personali ha portato a Fano figure di rilievo. Tra queste il Prof. Stefano Zamagni, invitato a tenere un incontro pubblico.
La sua vita deve essere letta tenendo conto di due principali dimensioni che non si sono mai contrapposte: da una parte l’economista dei grandi organismi nazionali e internazionali, dall’altra il fanese fiero della propria città, mai dimentico delle persone conosciute da giovane.
È questo il ricordo più autentico che rimane del Professore: guardare lontano senza dimenticare da dove si è partiti. La fama internazionale non ha cancellato Fano, che è sempre rimasta nel suo cuore.


