Frati e chierici conventuali, provenienti da varie comunità francescane della Provincia religiosa dell’Italia centrale, nonché genitori, familiari, parenti, amici, studenti della Fuci e fedeli urbinati hanno partecipato alla solenne celebrazione, nella chiesa di San Francesco
Il festoso giorno è arrivato! Una grande meta è stata raggiunta! Alleluia! Il Monumentale Tempio di San Francesco di Urbino, ha fatto da corona, nei giorni scorsi, all’ordinazione diaconale di fra’ Massimiliano Cola, organizzata con cura dalla comunità dei Frati Minori Conventuali. Molti frati e chierici, nonché genitori, familiari, parenti, ragazzi della Fuci, amici e fedeli urbinati, hanno partecipato con sentimenti di giubilo e riconoscenza al Signore, per ascoltare il “Si” di questo giovane alla chiamata del Signore. In questo difficile periodo attraversato da individualismo, relativismo etico, paure, insicurezze, aggressività, violenze, conflitti bellici, il Signore fa sentire, come in questa circostanza, la sua feconda presenza, donando alla Chiesa e alla comunità cristiana, un nuovo diacono.

Fra’ Massimiliano Cola. Ha 38 anni e attualmente vive nella Comunità conventuale di Urbino, dopo aver terminato nel 2025, il percorso di studi, conseguendo il Baccalaureato nella Facoltà Pontificia S. Bonaventura di Roma. La sua storia vocazionale non è contrassegnata da eventi straordinari, ma da un cammino in cui il Signore gli ha parlato nella quotidianità. E’ nato a Folignano, in provincia di Ascoli Piceno, nel 1988 e dell’infanzia ama ricordare che, tornando da scuola, ogni tanto passava in chiesa, anche su suggerimento del padre, a trovare Gesù. Quelli della scuola sono stati anni sereni, ma la vita di fede si è limitata al catechismo e alla Messa domenicale. A 19 anni inizia a lavorare in un’azienda elettromeccanica, dove rimane per nove anni. Il 2011 è un anno spartiacque! Ha un lavoro stabile, amici ed hobby, ma non è felice. Partecipa ad un corso vocazionale ad Assisi. Lì incontra, nella cripta davanti alla tomba di San Francesco, l’Amore di Dio, comprendendo di essere amato così come è, nelle sue fragilità. Nel 2013 riprende il discernimento e a Osimo incontra padre Danilo, figura importante nel suo cammino vocazionale. Rimane colpito dall’esperienza di vita dei frati che condividono la preghiera, lo studio e la vita quotidiana. Nel 2017 inizia il postulato. Successivamente dopo il noviziato, nel 2020 emette la sua prima professione religiosa nella Basilica di S. Francesco ad Assisi e qui percepisce con più convinzione la definitività della scelta compiuta. Quindi l’esperienza con gli universitari di Urbino ha dato ancora più forza alla sua vocazione.

Servizio. «Il diacono, caro Massimiliano», ha detto mons. Salvucci, che ha presieduto la solenne celebrazione, «è precisamente l’uomo del servizio. Non ricevi un titolo per te stesso, non entri in una logica di potere o di prestigio. Da oggi la tua vita sarà segnata da questa parola: servizio. Servire la Parola, proclamando il Vangelo non solo con le labbra, ma con la vita. Servire l’altare, ricordando che l’Eucaristia continua nella carità concreta. Il diacono è questo: perdere la vita per Cristo ogni giorno nei gesti semplici, nascosti, fedeli. Nulla di quello che è fatto per amore va perduto. Non avere paura di donare la vita. Non avere paura del servizio umile. Non avere paura della croce quotidiana. Non avere paura di perdere qualcosa per il Signore. Ciò che si dona per amore, è ritrovato in Dio», Il coro di San Francesco ha reso ancor più solenne la suggestiva cerimonia, animandola con canti, musiche ed invocazioni. E’ seguita un’agape fraterna nei locali del convento.


