È il Cantico delle creature ad introdurre la mostra di opere d’arte, che presentano frammenti della cultura francescana, di cui il presente è erede. Il legame tra San Francesco e le Marche è antico, profondo e molto fecondo: se Assisi e l’Umbria ne sono la patria, le Marche ne costituiscono la casa, una terra che conserva uno straordinario patrimonio di storia, cultura e fede. La presenza dei frati minori condizionò intimamente la vita culturale e artistica della Marca e non si dimentichi la nascita dell’Università degli Studi di Urbino in seno alla comunità francescana. I francescani sono stati poi grandi committenti
L’ottavo centenario del transito di San Francesco d’Assisi, è un tempo favorevole per comprendere la sua figura, capace di attraversare il tempo con il messaggio dell’amore. Le Marche sono la sede di una mostra diffusa nelle tredici diocesi marchigiane, con il coordinamento della Conferenza Episcopale Marchigiana e il contributo della Regione Marche.

Il progetto espositivo del Museo Albani si apre con una sezione di opere ascrivibili al XVII secolo, un secolo attraversato da profondo misticismo. Francesco in preghiera di fronte al Crocifisso di Alfonso Patanazzi, 1704, descrive l’identificazione dell’uomo con la Croce, resa esplicita nell’episodio delle Stimmate presente in mostra, in cui il frate, allargando le braccia, costruisce una croce con il proprio corpo. La tela, realizzata da anonimo artista sulla base della celebre opera di Barocci (1535-1612), racconta la diffusione dello stile e delle invenzioni del maestro a Urbino e nel territorio, conosciuta come “fenomeno baroccesco”. Nell’opera Madonna del Carmine e Santi, di Giovan Battista Urbinelli, 1660 circa, Francesco è inserito in una scena corale, espressione di una devozione legata alle confraternite, anima pulsante del cristianesimo nel territorio. Il percorso all’interno del Museo comprende poi tele, sculture, legni e terrecotte, incisioni realizzate da maestri attivi fra XV e XIX secolo, che si dedicano all’iconografia di Francesco e trattano temi, in cui sono protagonisti i santi dell’ordine.
Contestualmente alla mostra a cura di Davide Tonti e Sara Bartolucci è stato presentato il progetto di itinerario nei Musei della Rete e nel territorio diocesano, che vede la collaborazione di Fabio Bricca, Fabio Fraternali, Anna Fucili e Stefano Saltarelli per una conoscenza e valorizzazione del patrimonio diocesano diffuso, presto fruibile in modalità web, www.museodiocesanourbino.com, e con un testo di studio dedicato.


