Da 25 al 27 giugno scorsi, al Palacongressi di Rimini, si è svolto l’ExpoAid 2026, una iniziativa promossa dal Ministero per le disabilità dedicato al Terzo settore, alle associazioni e alle realtà che si occupano di disabilità.
Tre giornate ricche di incontri, attività e momenti di confronto, con seminari dedicati ai temi del lavoro, dell’autonomia, della vita indipendente, dello sport, delle malattie rare e del Progetto di vita. In queste giornate si sono alternati tanti relatori e moderatori di alto profilo nei diversi dibattiti: tra questi è stato offerto, dal Ministero per le Disabilità, uno spazio per parlare degli “oratori inclusivi”. Sei esperienze di inclusione selezionate da tutta Italia, tra cui gli Oratori di Milano FOM, gli Oratori di Bergamo, Oratori Anspi di Viareggio, Formia
e Matera e gli oratori dell’Arcidiocesi di Pesaro.
I nostri oratori, rappresentati dal direttore della pastorale degli oratori e dalla prof.ssa Micaela Ligi, hanno presentato il progetto pastorale che da anni è iniziato presso l’oratorio ‘Santa Maria di Loreto’ e si sta portando avanti in altri oratori. Grazie alla proiezione di un video si è evidenziata la crescita in oratorio delle persone con disabilità. Quando si sono affacciati in oratorio i primi bambini con disabilità, abbiamo compreso che loro dovevano esserci maestri: in alleanza con le rispettive famiglie e gli educatori professionali siamo rimasti in ascolto perché l’oratorio tutto si includesse nelle scelte delle attività, della preghiera, dei gesti, degli spettacoli, dei momenti sportivi e ludici. E questi processi inclusivi hanno da subito presentato un’urgenza: offrire a tutti e tutte spazio, tempo e possibilità di essere sé stessi. Con uno sguardo al futuro, al tempo cioè in cui quei bambini sarebbero entrati nell’età per essere animatori. Cioè oggi. Giovani con diverse patologie operano in sinergia coi coetanei e offrono il loro servizio attraverso l’accompagnamento educativo.
Possiamo affermare che non siamo oratorio in cui ci sono persone con disabilità, ma oratorio ‘punto’. Ed in questa bella proposta sono le relazioni ad avere reso possibile un altro valore fondamentale del nostro oratorio: la gratuità. Il servizio che ogni animatore offre nasce infatti dal desiderio di donare tempo, energie, capacità e cuore agli altri, senza aspettarsi nulla in cambio. In questo, i nostri ragazzi con disabilità sono stati e continuano ad essere una testimonianza preziosa. Con la loro presenza costante, il loro entusiasmo, la loro disponibilità
e i loro talenti, hanno mostrato che ciascuno ha qualcosa di unico da offrire alla comunità. Anno
dopo anno, il cammino condiviso ha permesso di superare ogni etichetta.
Le diverse abilità non rappresentano più un elemento che separa, ma una ricchezza che arricchisce tutti. Ciascuno trova il proprio spazio e il proprio modo di contribuire, mettendo a disposizione le capacità che possiede.
L’oratorio non è soltanto un luogo che accoglie le fragilità, ma una comunità che riconosce il valore di ogni persona. Per la nostra Arcidiocesi, la partecipazione a questo evento rappresenta non solo un riconoscimento della validità e originalità di questo percorso ma una conferma del metodo scelto e un incentivo a continuare a lavorare nella stessa direzione.
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