Una fitta serie di appuntamenti, promossi dal Comune, dalla Parrocchia Santa Veronica Giuliani e dall’Arcidiocesi di Urbino-Urbania-Sant’ Angelo in Vado, patrocinati dal comitato nazionale per la celebrazione del centenario, hanno dato lustro all’antico borgo icense
Lo spirito francescano, in questa piazza e di fronte a questa chiesa, si respira davvero. Il passaggio di San Bonaventura qui è dato per certo dai documenti dell’epoca. Siamo nella prima metà del XIII secolo, pochi anni dopo la morte dell'”Alter Christus”, il santo di Assisi, appunto. Bonaventura sta dando al movimento una struttura più solida, un’organizzazione, la speranza concreta di una continuità. E qui a Mercatello soggiorna e presenzia ad alcune fasi importanti nella costruzione della chiesa di San Francesco, inaugurata poi nel 1235. Non poteva esserci cornice migliore per ospitare, in occasione degli ottocento anni dalla morte, “Mercatello Francescana”, un convegno e tutta una serie di altri eventi.

Il giorno della festa. La giornata più importante è stata quella del 4 ottobre. In San Francesco è stata celebrata dal parroco don Fabio Bricca una Messa solenne al mattino. Al pomeriggio la conferenza dell’architetto Gabriele Muccioli, “Il Museo di San Francesco, un secolo di tutela e valorizzazione”, che ha presentato con una ricchissima raccolta di immagini e documenti le complesse vicende della splendida chiesa conventuale mercatellese, nota in particolare per la sua architettura in stile gotico-francescano, oggi riportata alla sua originaria, sobria dimensione duecentesca, per le pregevoli opere d’arte conservate al suo interno, e da alcuni anni per il Museo, un magnifico allestimento di tele, affreschi, oggetti d’arte. Il filo rosso della narrazione è stata la lunga avventura del capolavoro custodito all’interno dell’edificio, il crocifisso di Giovanni da Rimini (1309). Ogni volta che il crocifisso, lontano da Mercatello, ha corso il pericolo di essere distrutto o la sua conservazione è stata vicina ad essere compromessa, tutto ciò ha coinciso con fasi difficili per il complesso architettonico. Quando esso è tornato a Mercatello, restaurato e custodito in tutto il suo splendore, è stato anche un momento di rilancio della chiesa stessa.
Non solo letteratura. Il ciclo si era iniziato sul fronte letterario, con “Il Sole di Assisi”, l’intervento del prof. Marcello Turchi sulla lode del Santo nel celebre canto XI del Paradiso di Dante. Sempre all’interno della chiesa, “Francesco, natura ed ecologia contemporanea”. Fra gli interventi, quello di don Fabio Bricca sulla custodia del Creato, una lettura teologica del rapporto fra uomo e ambiente, mentre la prof.ssa Olivia Nesci dell’Università di Urbino ha proposto un approfondimento sulle forme della Terra nell’Alto Metauro alla ricerca delle geodiversità, individuando paesaggi culturali. Poi “Rappresentazioni e invenzioni di San Francesco nella società contemporanea” col prof. Tommaso Di Carpegna Falconieri, docente di storia medievale all’Università di Urbino, che si è soffermato su come è stato riletto questo personaggio nella modernità, non senza qualche manipolazione. C’è stato spazio, in un mese fitto di appuntamenti, per una camminata da San Francesco di Sant’Angelo in Vado a San Francesco di Mercatello, passando per la Torre della Metola, con circa 130 partecipanti. Il gran finale sarà per il 19 ottobre con una Lectio Magistralis, “Se tornasse Francesco”, tenuta da padre Enzo Fortunato, frate minore, giornalista, scrittore e volto noto della comunicazione cattolica italiana in tv.


