Ad Urbino, presso le Sorelle Agostiniane del monastero di Santa Caterina riparte il progetto formativo “trapiantato” nella nostra città proprio trent’anni fa. Sede degli incontri sarà la sala Santa Rita, accanto alle segreterie dell’Università
Non se ne abbia a male Sigmund Freud, ma la psicologia era già stata inventata da Agostino d’Ippona. E la prova ne è la sua opera più nota: le Confessioni. Anzi, lasciatecelo dire, Agostino era pure un passo più avanti. Per lui l’introspezione, infatti, non un lavoro volto alla ricerca esclusiva del benessere personale, ma uno dei due movimenti della realtà più fondamentale e vitale: la relazione con Dio. Come la respirazione e la circolazione sanguigna conoscono due momenti, così anche la nostra anima, e Agostino così li aveva condensati: Signore, che io conosca me, che io conosca Te.

Progetto. Questa frase è stata scelta come motto dal nostro progetto “Un Monastero nella Città” (MNC), trapiantato qui a Urbino trent’anni fa esatti con lo scopo di “offrire la possibilità, accanto al Monastero di S. Caterina, di scoprire-recuperare-coltivare la propria interiorità, lungo un cammino di crescita umano-spirituale sulle orme di s. Agostino”. È quindi naturale che, pur avendo presentato anche iniziative di carattere culturale artistico e liturgico, l’area più importante del Progetto MNC sia quella formativa, attenta specialmente ai giovani che risentono di più dell’attuale emergenza educativa. Quest’anno andremo a Dalmanutha, secondo l’invito di Gesù: Ed egli disse loro: “Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un pò” (Mc 6,31). Come dire: Venite in monastero, luogo in disparte, dove staccare la spina e riposare un po’.
Due itinerari. Le proposte si dividono in appuntamenti domenicali aperti a tutti e weekend rivolti ai giovani (18-35 anni). Gli incontri sono monotematici, per cui sarà possibile partecipare solo a quelli che interessano, ma sono stati pensati in modo da fornire una panoramica sufficientemente completa a chi parteciperà in maniera costante. I nostri percorsi formativi non costituiscono un cammino a sé stante che ne esclude altri, quanto una sorta di arco rampante che aiuta a consolidare i percorsi personali (di qui sono passati scout, membri di AC e CL, persone impegnate in parrocchia o semplicemente nella propria crescita). Le ricchezze della plurisecolare tradizione monastica e le risorse offerte dalle scienze umane offrono infatti una buona strumentazione tecnica per affrontare la vita, lungo qualunque strada.
Gli appuntamenti. Gli incontri della domenica si apriranno alle 13 col pranzo e si concluderanno intorno alle 18.45, per dare possibilità di partecipare ai vespri della comunità monastica (ore 19). Il primo, Voglio una vita saporita, sarà il 18 ottobre e avrà come oggetto quel mondo spesso caotico e caleidoscopico che racchiudiamo sotto il nome di “emozioni”. Il primo finesettimana per i giovani si terrà invece nei giorni 7-8 novembre. Si comincia sabato alle 15.30 per finire domenica intorno alle 17.30; le adesioni vanno date entro il 18 ottobre. Il titolo è Nella logica di un seme inquieto: parleremo dell’importanza di trovare un senso alla nostra esistenza… a condizione di rimanere in-quieti: non in ansia ma in ricerca. Pronti a camminare di nuovo insieme!


