A voi dono il mio cuore madre del buon Gesù madre d’amore. Vi prego o madre mia a benedir dal ciel l’anima mia. Benediteci o Maria che da voi prendiam licenza insegnateci la via o Gran madre di clemenza. Voi che siete in tanta Gloria abbiate di noi sempre memoria”. Da maggio 2025 a mercoledì scorso 6 maggio le parole e le note di questo canto tradizionale in onore della Vergine Maria, ogni primo mercoledì del mese, sono risuonate nella chiesa parrocchiale di Ca’ Gallo ad accompagnare il gesto devozionale del bacio della reliquia della Mamma celeste, al termine dei conventi della Madonna del Giro. E sabato, con la partecipatissima celebrazione eucaristica delle 7.30, la sacra immagine ha raggiunto il confine della parrocchia (e dell’arcidiocesi di Urbino) ed è stata accolta dalla comunità di Casinina della diocesi di Rimini. La processione ha raggiunto la chiesa parrocchiale. Davvero uno strepitoso colpo d’occhio vedere questo corteo di fedeli incrementarsi e fondersi in segno di grande comunione. Quello che si percepiva e si vedeva era la schiera di fedeli, di devoti alla Mamma di Gesù senza distinzione di parrocchie e diocesi. Tutti uniti a far compagnia alla “Madre di Dio e Madre nostra”. Giunti, poi, nella piazza della chiesa il vescovo di Rimini, mons. Nicolò Anselmi, ha presieduto l’eucaristia, concelebrata dai sacerdoti della parrocchia di Casinina (gli attuali ed i predecessori) e da alcuni della viciniore diocesi urbinate. Mons. Anselmi, nell’omelia ha speso lungimiranti parole a valorizzare la tradizione della Madonna del Giro come davvero rispondente allo stile di Maria che non perde tempo ma senza indugio si reca dalla cugina Elisabetta. «E questo insegnamento di Maria – ha concluso il presule – deve diventare ogni giorno di più lo stile del cristiano che non aspetta il prossimo, ma si fa egli stesso prossimo uscendo dalle proprie zone di conforto per confortare il fratello». Fin qui la cronaca.

Un tempo di grazia, quello della presenza della Madonna del Giro nelle comunità della nostra arcidiocesi di Urbino – Urbania – Sant’Angelo in Vado. Una tradizione che sembra risalire al XV secolo per creare comunione di fede e di relazioni umane tra le comunità isolate del nostro territorio. Un bisogno che, nonostante i moderni mezzi di comunicazione (i social), investe ciascuno di noi ed anche le nostre comunità. Impariamo da Maria, giriamo, facciamoci prossimi gli uni verso gli altri.


