Festeggiando l’anniversario della dedicazione della propria chiesa la comunità dei battezzati prende sempre più coscienza di essere “edificio vivente”, costruito per il Regno dei cieli
Alcune ricorrenze segnano in maniera indelebile la vita di ciascuno di noi, in quanto ci caratterizzano e ci pongono in maniera stabile nella condivisione di affetti e relazioni. A livello ecclesiale e di fede rivestono grande importanza gli anniversari dei sacramenti e dei sacramentali, tanto che il Messale Romano ed il Lezionario propongono delle messe proprie – con tanto di orazioni e letture – per queste ricorrenze.

Una ricorrenza importante. Quando il Vescovo consacra una chiesa, soprattutto se cattedrale o parrocchiale – cioè adibita stabilmente alla vita sacramentale di una comunità – stabilisce anche la data nella quale ricordare anno dopo anno il giorno anniversario della sua consacrazione: una circostanza che rischia di non essere adeguatamente valorizzata e, quindi, di perdersi. Questa data rappresenta di fatto il compleanno della chiesa e per una comunità dovrebbe essere non solo doveroso, ma anche bello e segno di riconoscenza poterlo e volerlo celebrare. È infatti attorno all’altare e a partire dal fonte battesimale della propria chiesa che, una volta divenuti cristiani, cresciamo nella vita di fede e nell’esperienza dell’amicizia con Gesù: pensiamo alla celebrazione dei sacramenti (confessione, comunione, cresima, matrimonio, unzione degli ammalati, ordine sacro); pensiamo altresì ai sacramentali, quali la professione religiosa e, purtroppo così frequenti, i funerali! La nostra Arcidiocesi, lo sappiamo, è la “fusione” di tre antiche Diocesi e per le tre cattedrali è ben nota la data della loro consacrazione da celebrare col grado di solennità ogni anno, come ricorda la guida liturgica regionale: Urbino, il 6 settembre; Sant’Angelo in Vado, il 20 ottobre; Urbania, il 24 ottobre. Non possiamo dimenticare il “nuovo ingresso”, il santuario del Sacro Cuore di Ca’ Staccolo, consacrato da mons. Tani venerdì 3 settembre 2021; lo stesso Arcivescovo decretò che l’annuale anniversario della sua dedicazione si dovesse tenere il 1° venerdì di settembre: data altamente simbolica in quanto legata alla devozione al Sacro Cuore (1° venerdì del mese) ed al giorno della morte del suo fondatore, don Elia Bellebono (2 settembre).

Dalla terra al cielo. Ma non per tutte le chiese si ha memoria di questo importante anniversario. Per questo motivo la Chiesa nella sua sapienza ispirata ha disposto che l’ultima domenica di ottobre (il prossimo 26, appunto) si celebri l’anniversario della dedicazione delle chiese, delle quali non sia abbia riscontro di una data precisa. Tutto questo discorso sul “compleanno della chiesa” potrebbe risultare stucchevole e superficiale se non aggiungessimo un importante tassello: la Chiesa vive di simboli, in quanto la realtà che la sostanzia la supera enormemente. Festeggiarne l’anniversario della dedicazione non significa tanto porre attenzione a quattro mura (pur belle talvolta impreziosite da dipinti e statue), quanto piuttosto alla comunità dei battezzati che proprio lì celebra la sua fede attraverso i sacramenti. E che questa festa sia stata fissata proprio nella domenica che più da vicino getta lo sguardo sulla solennità di Ognissanti e sulla commemorazione dei fedeli defunti, non è certo un fatto casuale. La Chiesa intende in qualche modo spronarci ad alzare gli occhi e a non perdere di vista quel dialogo salvifico che lega noi “ancora pellegrini sulla terra” a quanti già godono “della gioia del cielo”.



