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      Cos’è la giustizia riparativa?

      RedazioneDi RedazioneNessun commento5 minuti di lettura
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      Sabato 21 settembre si è svolta nel campo sportivo casa circondariale di Villa Fastiggi, la giornata “Festinsieme”, completamente autofinanziata dal movimento del Rinnovamento nello Spirito Santo con la partecipazione di Marcella Reni, presidentessa dell’associazione “Prison Fellowship Italia”.

      L’appuntamento ha visto in azione molti volontari del gruppo cattolico che, animati da una fede sincera, hanno pregato e pranzato con noi soffermandosi a parlarci di un argomento a me particolarmente caro: la giustizia riparativa come modello etico, sociale e giuridico.

      Ma che cos’è la giustizia riparativa? Il suo obiettivo consiste nel minimizzare lo stigma sociale conseguente all’aver compiuto un reato puntando al reinserimento produttivo del reo nella società.

      L’idea è che è molto più logico “far riparare” e rieducare il reo con azioni concrete e di volontariato ai danni commessi con il reato, anziché alimentare lo strappo esistenziale con la sola detenzione carceraria, spesso dannosa causa di recidive o vendette.

      Nell’ambito di questo modello etico, teorizzato anche nella riforma Orlando (purtroppo rimasta sospesa), si dà ampio spazio all’espiazione tramite le pene alternative quali l’affido in prova ai servizi sociali o la detenzione domiciliare che sono concessi con molta parsimonia da parte dei Tribunali di Sorveglianza Italiani. Quando attuata, la Giustizia Riparativa, crea un ponte di solidarietà e comunicazione tra il colpevole e la società, minimizzano la reiterazione dei reati.

      Si ispira all’episodio evangelico del Sicomoro (Vangelo di Luca) in cui un esattore corrotto si offre di riparare al male commesso, restituendo in proporzione 4 volte di più di quanto sottratto.

      La giornata “Festinsieme” nasce nell’ottica di comunicare a noi detenuti che lassù qualcuno ci ama.

      Non è solo un pranzo tra detenuti ed esterni, non è solo un momento di preghiera per dimostrare il nostro amore per Gesù. È molto di più. È la testimonianza che esiste quel messaggio evangelico che se attuato consentirebbe di migliorare le condizioni di vita del pianeta. È la dimostrazione che esistono persone speciali capaci di invocare la discesa dello Spirito Santo anche per noi, con noi disposte a spendere il proprio tempo, il proprio denaro, il proprio amore anche per chi ha sbagliato.

      Che il perdono, la riparazione al male commesso e subito esiste ed è possibile. Che il carcere non è la sola soluzione, ne esistono altre e molti credenti sono disposti ad aiutarci per percorrerla. Vincere il male con il bene, con la condivisione è possibile.

      Che dirvi? Grazie a tutti voi, grazie Marcella Reni che con il progetto Sicomoro riporti luce negli occhi di tutti quei detenuti che l’hanno persa. Grazie a quella ragazza di 17 anni che ha condiviso il suo sabato pranzando con me parlandomi di luce, speranza e redenzione. Grazie Papa Francesco, che ascolti le nostre verità, preghi per noi e con noi. Grazie ai volontari che ci hanno regalato le loro magliette rosse, con il logo “Festinsieme” con quell’omino dal cuore grande al posto della T, simbolo di Gesù e del suo amore per noi. Grazie perché i grandi viaggi, iniziano con i piccoli passi.

      SHERAZADE


      In piedi e col cuore in festa

      Dio è qui ed è potente. Lo abbiamo cantato e proclamato ad una sola voce insieme ai detenuti della casa circondariale di Villa Fastiggi in un sabato di festa. Una giornata, quella di sabato 21 settembre, dove il gruppo di Rns di Pesaro (Rinnovamento nello Spirito Santo) è entrato nuovamente in quella città fatta di sbarre e periferie esistenziali, ai margini della società ma al centro del cuore di Dio.

      Impreziosita dai canti della Corale Marche RnS diretta da Matteo Pontoni, dalla gioia contagiosa della Coordinatrice Marche RnS Francesca Piersimoni e dalla voce di Manuela che sulle note di “Abbracciami” ha ricordato a ciascuno dei presenti il bisogno di essere amati da un amore che non giudica, da un amore che guarisce, da un amore che rende liberi. E questa è stata la testimonianza toccante di Roberto Bartolini, psicoterapeuta e grafologo, che ha vissuto la misericordia di Dio al termine di un percorso di ricerca non facile, tortuoso e lastricato di errori. Ma l’uomo non si identifica nei propri errori e “più grande è il peccato maggiore è la grazia”. Parole di Marcella Clara Reni, Presidente dell’Associazione Prison Fellowship Italia Onlus che reclama una giustizia riparativa, favorendo con il progetto Sicomoro, il reinserimento sociale dei detenuti mettendoli a contatto con le vittime di determinati tipi di abusi.

      “Oggi per me è Natale” dice Augusto mentre gusta, con occhi lucidi di commozione, il pranzo offerto da una benefattrice. Un pranzo che ricorda sapori e odori di una famiglia lontana, di momenti passati. Fa un elenco interminabile di tutte le persone a lui care a cui sente di dover dimostrare qualcosa: di essere un uomo nuovo. La vita nuova è quella che ha riabbracciato nel seminario proposto dai volontari delle Comunità RnS di Pesaro e da Padre Francesco Acquabona che ogni settimana varcano quel confine tra “fuori” e “dentro” per portare la Buona Notizia.

      Un ringraziamento doveroso alla Direttrice Armanda Rossi, agli agenti della polizia penitenziaria, Angeli Custodi che dimostrano la volontà di dare ai detenuti quella possibilità di rialzarsi. E oggi eravamo tutti in piedi, tutti col cuore in festa, perché la misericordia di Dio è entrata in questa casa.

      STEFANO PAGNINI (RnS)

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