Casa P. Damiani raddoppia i posti

Il desiderio di padre Damiani di trasformare l’Opera da lui creata per i bambini sradicati dai tragici eventi postbellici della ex Jugoslavia in Casa di accoglienza e cura per anziani si è ormai avverato da ventidue anni. Per festeggiare la ricorrenza, venerdì 28 giugno l’arcivescovo Piero Coccia ha presieduto una concelebrazione eucaristica, durante la quale ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito e oggi contribuiscono in vario modo alla gestione della struttura: da mons. Michetti ai vescovi e ai sacerdoti che si sono succeduti; dal presidente dell’associazione “S. Terenzio” Francesco Bartolucci all’attuale direttore Giampiero Bellucci e alla collaboratrice Angela; dal cappellano don Lino alle Suore della Carità e a tutti gli operatori.

Città. “Grazie a loro, si respira nella Casa un clima di umanità, affetto, professionalità, che cerca di fugare la tristezza e il senso di solitudine che spesso assalgono chi sente declinare la propria vita e le proprie forze. Questa vicinanza, unita a quella dei familiari, è un segno – ha detto l’Arcivescovo riferendosi alla liturgia del giorno dedicato al Sacro Cuore di Gesù – di quell’amore di Dio, più fedele e profondo di qualunque amore umano, di cui tutti abbiamo bisogno e che ci viene incontro specialmente nei momenti di amarezza e di vuoto”. La Casa padre Damiani è un’opera dell’Arcidiocesi inserita in una rete di servizi cittadini e in costante collaborazione con le istituzioni locali: erano presenti per testimoniarlo anche il presidente della Giunta Regionale Ceriscioli, il sindaco Ricci, l’assessore Biancani. “In passato – hanno detto – il ricovero per anziani era sentito come un luogo separato dal resto della comunità civile, mentre oggi ne è considerato parte integrante: del resto gli anziani sono uomini e donne che hanno costruito con la loro vita la nostra città; è giusto che chi ha dato tanto possa ricevere, nel momento del bisogno, assistenza e sostegno”.

Ampliamento. Grazie a questa collaborazione, la struttura ha potuto, nel tempo, ampliarsi e trasformarsi da residenza per anziani ancora autonomi e autosufficienti a residenza “protetta”, riservata anche a coloro che presentano delle problematiche e delle criticità. Ed è proprio dell’ultima ora la notizia che la nuova convenzione tra la Casa e la Regione, ancora da sottoscrivere, permetterà di aumentare i posti convenzionati da 15 a 32 e di offrire quindi un aiuto ancora più consistente alle famiglie. “Le case per anziani, scrive papa Francesco, dovrebbero essere dei “santuari” di umanità, dove chi è vecchio e debole viene curato e custodito come un fratello maggiore. Mi sento vicino ai tanti anziani che vivono in questi istituti e penso con gratitudine a quanti li vanno a visitare e si prendono cura di loro. Fa tanto bene andare a trovare un anziano!”.

PAOLA CAMPANINI

 

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