Insegnare l’educazione civica

Che ci sia necessità di un maggiore impegno per l’Educazione civica è un fatto indubitabile, ma questa volta la Camera dei deputati ha fatto pipì fuori del vaso, pensando di istituirla come materia a sé stante. Queste brave persone si sono dimenticate che l’educazione civica è già materia di insegnamento nella scuola: Italiano, Storia, Educazione civica, questa è la dizione della cattedra di lettere nella scuola media. Allora aggiungere un’ora di questa materia, togliendola a qualcuno o ampliando l’orario scolastico, è solo una corbelleria. Se poi l’insegnante di lettere non facesse appieno il suo dovere (cosa di cui dubito) è materia di rilievi disciplinari. L’argomento in oggetto ha significato solo se abbinato alla Storia.

È inoltre previsto che tra gli obiettivi di apprendimento ci siano anche lo sviluppo ecosostenibile e la tutela del patrimonio ambientale e delle identità, oltre che delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari. Ora, secondo voi, gli insegnanti di scienze, di tecnica e di artistica che fanno se non sviluppare questi argomenti? Che senso ha staccare l’educazione civica dalle materie curricolari? La cultura e l’educazione sono un fatto unitario e non dei segmenti staccati. Divertente poi il fatto che si deve anche dare un voto sulla materia: a Scampia o nel quartiere Zen di Palermo quale sarà la media dei voti? Una insufficienza al figlio del camorrista può essere confusa con una discriminazione sociale? Il rispetto della società, dell’ambiente e della natura si imparano sia in famiglia che tra i banchi di scuola, ed a questo proposito mi torna in mente un amico che affermava: “A scuola mi dicono ma non ti insegnano l’educazione a casa? In famiglia, ma non ti insegnano l’educazione a scuola? Devo ancora capire chi deve insegnarmela”.

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