“Una comunità che genera all’amore”

“Una parrocchia deve avere spiritualità nell’accoglienza, nella fecondità, nell’ordinario, nelle relazioni, nella gratuità, nella salvezza, nella mensa”. Queste le parole del Vescovo Armando domenica 28 ottobre nella parrocchia di San Giovanni Apostolo a Marotta gremita di gente nella Santa Messa con il conferimento del Sacramento della Confermazione. Proprio domenica 28 ottobre il Vescovo ha concluso la visita pastorale a Marotta, visita pastorale che lo ha portato a visitare tante realtà presenti sul territorio fra le quali gli ammalati, le associazioni sportive, i ragazzi del catechismo, i genitori, i catechisti.

Armonia. Dopo aver offerto ai presenti una breve riflessione sul Vangelo della domenica in cui si narra di Bartimeo sottolineando come al credente si chieda la perseveranza, il Vescovo ha invitato i genitori ad amare le imperfezioni poiché le crepe che ha ognuno di noi riescono a rendere la vita degna di essere vissuta e ai ragazzi che hanno ricevuto il Sacramento della Confermazione di riconoscersi sempre come dono. Infine un accenno alla visita pastorale nella parrocchia San Giovanni Apostolo di Marotta che si è conclusa proprio domenica 28 ottobre. “Una chiesa parrocchiale deve essere in grado di stare nel cortile dei gentili, deve essere aperta a tutti, una chiesa parrocchiale simpatica ovvero che deve sapere stare accanto nella sofferenza ed empatica, una parrocchia materna e maestra, una famiglia di famiglie, una comunità bella che pensa prima di tutti ai poveri, una comunità che sa generare all’amore, una chiesa casa dell’armonia”.

Gratitudine. Il Vescovo ha poi sottolineato l’importanza di valorizzare gli organismi di partecipazione e di corresponsabilità, di purificare da eventuali eccessi la pietà popolare ‘vero tesoro del popolo di Dio’ rinnovandola nei contenuti e nella forma, di riconoscere all’Azione Cattolica il suo ‘genio formativo’ senza trascurare di accogliere con gratitudine il ‘genio missonario’ delle nuove aggregazioni ecclesiali.

Vangelo. Il Vescovo ha concluso l’omelia con le parole di Papa Francesco il 18 settembre 2014 ai vescovi nominati. “Amate il popolo che Dio vi ha dato, anche quando loro avranno “commesso grandi peccati”, senza stancarvi di “salire dal Signore” per ottenere perdono e un nuovo inizio. Non cadete nella tentazione di sacrificare la vostra libertà circondandovi di corti, cordate o cori di consenso, poiché la Chiesa e il mondo hanno il diritto di trovare sempre il Vangelo che rende liberi”.

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