Il segno di una città educante

Don Luigi Ciotti – intervenendo a Pesaro per il 25° di don Gaudiano – ci ha confidato il suo sogno. Mi ha colpito tanto perché è il mio stesso sogno da sempre: vivere in una “Città educante”. Una città dove tutte le scelte siano indirizzate, guidate, eseguite verso un bene comune. Don Gaudiano ci diceva sempre: “se una città si occupa di fare vivere bene i più piccoli, sa fare vivere bene tutti”. E per “più piccoli ” intendiamo tutte quelle persone o categorie che sono normalmente escluse dalle decisioni e sulle quali decidiamo noi, quelli che “sanno” o “possono”.

Allora vedo la città pulsare di vita: le serate estive animate dai complessi dei nostri giovani o dalle loro voci e iniziative; vedo le scuole “dedicate” ad apprendere, e non solo nei progetti scuola- lavoro, ma nell’attenzione ad una cultura della giustizia e della solidarietà, a progetti relazioni-lavoro (oltre che ad una sempre maggior serietà nello studio e nella memoria che, unica, ci può salvare dalle derive sociali e politiche); vedo strutture assistenziali rese vive da amici, volontari, cittadini e non affidate solo a persone che ci lavorano anche se con dedizione e capacità; vedo una sanità pubblica che cura e si prende cura delle persone spesso tragicamente sole quando sono ammalate e impossibilitate a prendersi cura di sé fuori dell’ospedale; vedo persone marginali a cui non si distruggono le baracche in cui abitano, ma a cui si cerca di dare ospitalità, abitazione e dignità; vedo persone a cui si può dare una elemosina senza timore che possano essere multate, ecc E mi accorgo che ci sono grandi energie che già lavorano in questo senso, ma ci manca una regia politica: non potrebbe essere la nostra “tutta una città educante?”.

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