Sette cose sul clima che cambia

“Sette cose da sapere sul clima che cambia”. E’ stato questo il tema al centro dell’interessante incontro che si è tenuto venerdì 6 aprile alla Mediateca Montanari, incontro che rientra nel ciclo di appuntamenti organizzati in occasione del 50esimo di fondazione del liceo Torelli.

Cima. Una tematica, quella del clima, che riguarda tutti e che, come ha sottolineato la relatrice Elisa Palazzi ricercatrice presso l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera  e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche e docente di Fisica del Clima all’Università di Torino, rappresenta una delle più grandi sfide a cui siamo chiamati, partendo proprio dal nostro quotidiano.

Nell’elencare le sette cose da sapere sul clima che cambia, la professoressa Palazzi si è soffermata, in primo luogo, sul riscaldamento globale che dal 1950 ha subito una notevole accelerazione. Fra gli anni più caldi dal 1880 ad oggi ai primi posti troviamo il 2016, il 2017 e il 2015. “Le attività umane – ha messo in evidenza la Palazzi – sono la causa dominante del riscaldamento osservato nella seconda metà del XX secolo. Di questo ne siamo assolutamente certi. Le emissioni di gas serra, che hanno subito un aumento epocale – ha evidenziato Elisa Palazzi – sono aumentate notevolmente negli ultimi 40 anni portando, di conseguenza,  ad un aumento di temperatura che è avvenuto con una rapidità senza precedenti”.

Effetto serra. La professoressa Palazzi, nel suo intervento, ha illustrato, in maniera molto dettagliata ma molto comprensibile anche per i non “addetti ai lavori”, l’effetto serra naturale che, in condizioni normali, è un meccanismo fisico naturale e positivo. “Se non avessimo l’effetto serra naturale – ha spiegato la Palazzi – il calore si disperderebbe tutto nello spazio e sulla terra avremmo una temperatura pari a -18 °C incompatibile con la vita. Con la velocità di crescita delle emissioni, però, oceano e vegetazione non sono in grado di rimuovere efficacemente l’anidride carbonica dall’atmosfera, come avveniva nei secoli passati, e questo ha determinato l’enorme crescita della sua concentrazione in atmosfera dando luogo al cosiddetto effetto serra antropico”.

Riscaldamento globale. Nell’illustrare gli indicatori del riscaldamento globale, la Palazzi si è soffermata sugli eventi estremi e l’Artico. A causa, infatti, del surriscaldamento articolo il getto, ovvero il fiume di aria che si sposta ondulando da ovest a est trasportando i sistemi di bassa e alta pressione, è diventato più debole e più ondulato, determinando la persistenza di sistemi di alta e bassa pressione che trasporta viaggiando, determinando ondate di calore e di freddo, siccità e alluvioni.

Inoltre, la professoressa Palazzi ha illustrato come la fusione dei ghiacciai e dei nevai, con il riscaldamento, è ormai anticipata ai mesi di marzo/aprile con il rischio che in estate si verifichino periodi di grande siccità a causa della mancanza dell’acqua di fusione. Per quanto riguarda la biodioversità, moltissime specie si stanno estinguendo soprattutto nelle zone montuose.

La Palazzi si è soffermata, infine, anche sui modelli climatici e sul loro funzionamento, modelli fondamentali per fare previsioni future sul clima.

 

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