I francescani conventuali hanno accolto con gioia, nei giorni scorsi, il neo padre Guardiano Aurelio Ercoli e stanno preparando la solennità del Patrono d’Italia, che sarà anticipata dal triduo ed un concerto sul Cantico dei Cantici, ad opera del coro di Serra De’ Conti
In attesa dei preparativi per l’imminente solennità di S. Francesco, un testimone della vita evangelica, un santo amato anche dai non credenti, la comunità conventuale di Urbino è in festa per l’arrivo del nuovo padre Guardiano.
Aurelio Ercoli ha 60 anni ed è originario di Morrovalle, della diocesi di Fermo. Dopo aver conseguito il diploma di Ragioneria ed effettuato il servizio militare, a 23 anni entra nell’Ordine, iniziando il cammino di discernimento sotto la guida di padre Sergio Cognigni. Nel 1991 professa i voti semplici, nel 1995 quelli perpetui e nel 1997 l’ordinazione sacerdotale a Morrovalle. Inizia il suo ministero come vice parroco a Castelfidardo, poi ad Ancona, Osimo, San Benedetto. Quindi Segretario Provinciale curando il settore amministrativo, poi a Roma nelle Segreteria Generale dell’Ordine. Dal 10 settembre scorso è stato eletto padre Guardiano del Convento di Urbino. Ecco alcune sue riflessioni sulla figura del Patrono d’Italia.

Stiamo per festeggiare il Patrono d’Italia, per cui come non chiederle perché il suo messaggio è ancora oggi, cosi attuale e profetico?
Il messaggio francescano è umanità pacificata in Cristo. Guardando la sua esperienza egli sposta il tema dalla ricerca di potere, di denaro, di agiatezza, di elevazione sociale, ai valori umani di convivenza solidale più vicina alla creazione dell’uomo, come figlio e fratello voluta da Dio e quindi ad una umanità piena e più autentica.
Perché è così familiare anche in tante persone non credenti?
E’ una figura che attira perché ha vissuto in pienezza la gioventù del suo tempo con i piaceri e le relative soddisfazioni e gratificazioni. Poi l’incontro con Gesù, con il Crocifisso nella chiesa di San Damiano, con la sofferenza, con il lebbroso, gli hanno fatto scoprire che il vero senso della vita non sta nelle soddisfazioni dei piaceri mondani, bensì nell’incontro con Cristo che porta alla pienezza della vita umana e spirituale, ovvero a quella delle “beatitudini”.
Perché si fa così fatica ad annunciare il Vangelo, in questo tempo di nuova evangelizzazione?
Il Vangelo si basa sulla Parola di Dio che va ascoltata e meditata. Oggi è veicolata da strumenti molto coercitivi. Il Signore parla al cuore nel silenzio e nella calma, fuori dai mezzi di comunicazione rumorosi e rapidi che deresponsabilizzano e manipolano la coscienza, non favorendo conseguentemente una vera crescita.
Solennità. La festa di San Francesco ha radici profonde anche ad Urbino dove i Frati Minori Conventuali, stanno preparando con cura questa ricorrenza, a cominciare dal “triduo”. Il 1 ottobre l’Eucaristia delle 18,45 sarà celebrata dal neo padre Guardiano che si presenterà alla comunità ecclesiale ed approfondirà la figura del Santo, sottolineando anche l’importanza di rinvigorire l’Ordine Francescano Secolare. Il 2 ottobre, alle 18,45, il neo sacerdote padre Emanuele Antinori, racconterà il suo cammino vocazionale. Il 3 ottobre, padre Fermino Giacometti, Presidente dell’Istituto Grafologico “G. Moretti”, in occasione del 60° anniversario della professione perpetua dei voti, ringrazierà il Signore per il progetto di vita francescana a cui lo ha chiamato. Durante la celebrazione eucaristica della Solennità, presieduta dall’Arcivescovo, il Sindaco o suo delegato provvederà all’accensione della Lampada, in segno di gratitudine al Santo che illuminò il mondo con la radicalità della vita evangelica e con messaggi di pace e amore universali.


