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      Home » I luoghi della giovane Santa Margherita
      Urbino

      I luoghi della giovane Santa Margherita

      Redazione di UrbinoDi Redazione di UrbinoNessun commento2 minuti di lettura
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      Conoscevo già i luoghi della parte adulta della sua vita, a Città di Castello, mia città di origine: i vicoli, le mura di cinta, le chiese, i gradini che Margherita deve aver salito e sceso, e la chiesa di San Domenico, sotto il cui altare riposa tuttora. Desideravo quindi chiudere il cerchio, vivere un po’ di tempo nei luoghi della sua appartata infanzia. Avendo rivolto il mio progetto ai bambini, non potevo non fantasticare sui luoghi della sua fanciullezza, sul cucuzzolo della Metola. Il fatto di trovarmi insieme a chi ancora segue e prega Santa Margherita ha amplificato questo entusiasmo, rendendo quasi palpabili le silenziose suppliche e preghiere, che si sollevavano come un coro sussurrato, ma vigoroso. La celebrazione è stata un dono grande, ha creato una forte vicinanza con Santa Margherita, tanto da sentirla lì, con noi. Credo che molti dei presenti abbiano condotto fin lì, custoditi nel cuore, i loro cari, proprio come me, che ho affidato a Santa Margherita gli amici che hanno bisogno di coraggio nell’affrontare le loro afflizioni, le presenze al suo cospetto si sono moltiplicate nei pensieri. Margherita sperimentò la sofferenza, ma ciò non le impedì di essere grata, generosa ed altruista, non limitò il suo amore per la vita.

      Quella mattina, ventosa e fresca, ho indugiato a contemplare quel luogo denso di passato storico e di emotività collettiva, è stato un momento di raccoglimento prezioso, che non è sempre così accessibile. Sebbene la chiesetta sia di dimensioni molto contenute, sorprendentemente si percepisce la vastità del cielo che si espande sconfinato a sfiorare l’umanità intera. Ancora più minuta è l’abitazione dove visse Margherita, è un perimetro limitato molto simile a una cella: lì si impone il bisogno di ricavarsi una pausa, di sospendere il flusso dei pensieri legati al brusio della vita quotidiana, magari guardando fuori dalla finestrella che lei non poté mai vedere, capita così di ritrovarsi davanti a uno specchio che rimanda natura e luce, e tanto altro, a ognuno il proprio bagaglio di pensieri. I legami nati quel giorno sono stati tanti e inaspettati, uno speciale fil rouge mi ha collegato a persone che prima non conoscevo. L’Associazione di Santa Margherita fa da fondamentale collante. Questa particolare domenica ha lasciato il segno di un’esperienza intensa, che è arrivata a scuotere nella pacatezza del luogo e dei presenti: un tale evento non può lasciare distaccati. Piccola Grande Margherita, grazie.

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