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      Home » Esperienze e volti di libertà
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      Esperienze e volti di libertà

      di SANDRO SALVUCCI Arcivescovo di Pesaro e UrbinoDi di SANDRO SALVUCCI Arcivescovo di Pesaro e UrbinoNessun commento3 minuti di lettura
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      “Con animo grato ci accingiamo a chiudere questa Porta Santa, varcata da una moltitudine di fedeli, sicuri che il buon Pastore tiene sempre aperta la porta del suo cuore per accoglierci tutte le volte che ci sentiamo stanchi e oppressi” (Papa Leone XIV, rito di chiusura della Porta Santa in S. Pietro, 6 24 gennaio 2026).
      Le parole di Papa Leone, a conclusione dell’anno giubilare, riassumono il senso dell’anno di grazia che abbiamo appena vissuto. Tantissimi fedeli delle nostre Chiese particolari di Pesaro e di Urbino- Urbania-Sant’Angelo in Vado, facendosi pellegrini di speranza, hanno varcato la Porta Santa delle basiliche romane o hanno desi-
      “Quando abbiamo iniziato il pellegrinaggio da Castel Sant’Angelo mi sono offerto di portare la croce e per me è stato un momento molto emozionante: mi sentivo una responsabilità, ma allo stesso tempo mi sentivo forte perché c’era Gesù che camminava con me. Mia zia mi ha chiesto se fosse stato faticoso portarla perché era pesante, ma io le ho risposto che Gesù aveva fatto tanti sacrifici per noi e che quel gesto era il minimo che potessi
      fare per Lui. L’ho vista stupita della mia risposta, ma io lo pensavo veramente! Oltrepassare la Porta
      Santa per me ha significato fare esperienza di una forte commozione, come se tutte le ferite che mi porto nel cuore avessero avuto la guarigione, come se le amarezze delle litigate coi compagni, con gli amici, fossero cancellati: una nuova ripartenza piena di Speranza!”.
      La seconda immagine che si è impressa nel mio cuore è la celebrazione della Santa Messa di Natale nel carcere di Villa Fastiggi. Il cappellano, padre Francesco Acquabona, desiderava dare anche a chi vive nella privazione della libertà l’opportunità di ricevere il dono dell’indulgenza. Per questo motivo ha realizzato una porta simbolica
      di polistirolo, decorata con il logo del giubileo, all’interno del luogo di preghiera. I detenuti e le detenute, che si erano preparati nelle settimane precedenti attraverso il sacramento della riconciliazione, hanno attraversato singolarmente la “porta santa” durante il momento culminante della Messa. Li aspettavo al termine del passaggio e ho incontrato molti sguardi pieni di emozione e commozione: un’esperienza intensa di libertà interiore, riscoperta grazie alla consapevolezza che in Dio c’è sempre una soglia aperta che accoglie e dà la forza di ripartire.
      La conclusione del Giubileo 2025, accompagnata dalle immagini di Papa Leone XIV che chiude la Porta Santa della basilica di San Pietro, mi suscita quasi un senso di nostalgia e malinconia. Tuttavia, subito viene a rincuorarmi il proverbio: “chiusa una porta si apre un portone”. Dio non esclude mai nessuno: cerchiamo di prendere esempio da Lui.

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