Concorso della Diocesi per 200 studenti

convegno ufficio scuola

Martedì 16 aprile 2013, alle ore 9.30, si svolgerà, nel Salone Metaurense della Prefettura, il Convegno “L’uomo: immagine e somiglianza di Dio? Le domande della ragione. Le ragioni della fede”.
Il Convegno – che sarà presieduto dall’Arcivescovo Piero Coccia, alla presenza di S.E. il Prefetto, dott. Attilio Visconti e di altre autorità – è stato organizzato dall’Ufficio Scuola e dall’Ufficio Cultura dell’Arcidiocesi per la premiazione degli studenti che hanno partecipato all’omonimo Concorso, promosso dagli stessi Uffici in occasione dell’Anno della fede, con il patrocinio dell’Università degli Studi “Carlo Bo” di Urbino, della Provincia di PU, della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e dell’Ufficio Scolastico Regionale.
Il Concorso, rivolto a tutti gli studenti del triennio delle Scuole Secondarie Superiori della Metropolia di Pesaro, si è tenuto lo scorso 15 dicembre in tre scuole contemporaneamente: il Liceo Scientifico Marconi (per gli studenti di Pesaro), lo Scientifico “Torelli” (per quelli di Fano) e il Classico “Raffaello” (per quelli di Urbino). Ha coinvolto oltre 200 giovani, chiamati a riflettere su alcuni testi (di A Penna, D. Bonhoeffer, J.P. Sartre, Leonardo, Benedetto XVI) con riferimento a esperienze e opinioni personali.
Una Commissione – presieduta dal dott. Franco Marini e composta da 15 persone di scuola, anche non credenti (Dirigenti Scolastici, Docenti di storia e filosofia, di Lettere e di Religione) – ha dedicato molto generosamente tempo e competenze alla valutazione degli elaborati, alla selezione dei tre vincitori (ai quali saranno consegnati rispettivamente 700, 500, 300 euro), alla segnalazione dei 10 elaborati migliori e dei passi più significativi da leggere durante la premiazione.
Il programma del Convegno prevede, dopo la performance di un Trio di fisarmonicisti del Conservatorio “G. Rossini” e della prof.ssa Monica Marcolini del Liceo Musicale “Marconi”, l’intervento del prof. Nevio Genghini, docente dell’I.S.S.R. “Giovanni Paolo II”, che commenterà i passi letti dagli studenti.
Molto interessante lo spaccato del mondo giovanile emerso dagli elaborati: nonostante la difficoltà di credere in una società fortemente secolarizzata, gli studenti hanno evidenziato che la domanda a loro sottoposta – se la fede implichi un atto sentimentale ed emotivo di cieca fiducia o coinvolga anche la ragione e lo spirito critico – è ancora assolutamente attuale e capace, pur nella diversità delle risposte, di destare curiosità e passione.
Si è notato anche come la maggior parte dei ragazzi si mostri più incline a trasferire il problema della fede dalla speculazione teorica all’esperienza vissuta e sembri più interessata a chiedersi se la fede sia utile per la vita, se incida sul comportamento, se sia indispensabile per la moralità.
Risulta chiaro a tutti comunque quanto la verità su Dio, proprio perché non è una verità scientifica, matematicamente dimostrabile, abbia bisogno, per essere affermata o negata (anche l’indifferenza è di fatto negazione) della libertà dell’uomo. E come richieda quindi all’uomo di essere autentico protagonista della propria vita.

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