La memoria e la storia ristabiliscono la ricchezza dei valori e quindi anche l’identità di un popolo o di una nazione. Così si può cogliere un momento tale da inventare un tesoro riferimento ineludibile per il futuro, anche se dovesse mostrare qualche ruga. Mi riferisco alla Costituzione italiana, scaturita in tempi irripetibili vissuti sulla pelle della nostra gente. Mi riferisco anche alla scelta della Repubblica e alle elezioni del ’48. Certamente 70 anni sono tanti e molta acqua è passata sotto i ponti.
Progressivamente si è verificata una trasformazione culturale che ha cambiato il volto della società civile, ha oscurato dettami etici, sconvolto la gerarchia dei valori, alimentato la presunzione della scienza di rispondere alle grandi domande esistenziali. Farne un elenco completo sarebbe quasi impossibile. Famiglia – vita e costume. In famiglia il cambiamento non si ferma: gender, lobby e nuovi scenari.
In scienza e vita. Un computer da polso che monitora il nostro stato fisico e trasmette alle “cabine della salute” nelle stazioni ferroviarie, punta a svelare la nostra “data di scadenza”. Subentra nel costume il curioso fenomeno dell’ “antilingua” che fa passare come bene ciò che è male, ad esempio i cosiddetti diritti civili (il diritto di abortire, di morire, di commerciare con il materiale genetico, di fare figli a tutti i costi,….) Ben venga a Pesaro il nuovo reparto di procreazione assistita cui auguriamo buon lavoro. Tuttavia la molteplicità delle “cure” di cui si occupa desta molte perplessità di carattere sociale ed etico. L’euforia e l’enfasi con cui è stato lanciato, oltre la soddisfazione di poterne usufruire, sono sembrati un inno a quei diritti civili da molti contestati.
Politica e religione. La crisi politica non ha capito e non ha saputo gestire il cambiamento epocale che sta svolgendosi. Se ha dovuto ricorrere a governi presidenziali, per loro natura fragili e provvisori, non potrebbe neppure mettere mano alle riforme. Quando per interessi di potere o di altro si strumentalizza perfino il referendum sulla Costituzione, significa che il governo è alla frutta e la democrazia dei partiti in sofferenza. Dietro l’angolo sta qualcosa di più radicale. I partiti hanno abdicato alla laicità della politica e abbracciando il laicismo sono sprofondati nell’ideologia (il secolo XX docet).
E la religione? Ove non venga considerata o ritenuta ininfluente o ridotta ad ostaggio della politica si aprono orizzonti altrettanto oscuri (vedi Califfato). L’uomo è naturalmente religioso e assolutizza sia le creature sia le proprie convinzioni (Tertulliano). In una società civile quasi totalmente secolarizzata, ognuno si fa la sua religione, si fa i propri idoli, si fa i propri dei per una idolatria afona e arida, addirittura incolta di fronte a cui quella degli antichi romani è mitica e per alcuni aspetti religiosi quasi profetica.
Raffaele Mazzoli