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      Marina, un sorriso in Paradiso

      RedazioneDi RedazioneNessun commento6 minuti di lettura
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      marina

      Sabato 28 gennaio tantissime persone hanno affollato la Chiesa di S. Veneranda per dare l’ultimo saluto a Marina Talevi. Si poteva leggere sul volto di ognuno la tristezza per aver perso una donna coraggiosa che ha lottato contro una malattia spietata sempre con il sorriso sulle labbra.  Per molti era un punto di riferimento, la sua casa di Ponte Valle era sempre aperta,  molti vi si recavano per portarle aiuto e sostegno e ne uscivano incoraggiati e sostenuti. La sua grande fede e la sua accoglienza verso tutti, senza pregiudizi o limiti legati alla cultura o alla religione, ha favorito il crearsi di tanti legami e amicizie. Marina ha scoperto l’atassia di Friedreich  ancora adolescente e quasi subito è stata costretta ad usare la sedia a rotelle.  Ma tutto ciò non le ha mai impedito di reagire curando se stessa, il suo corpo, la sua cultura sopratutto la lettura e la poesia che amava scrivere e tutte le sue amicizie.

      Dal 2010 ha redatto la rubrica “Il sorriso di Marina”, che per molti è stata motivo di forza,  perché contagiati dalla sua forza. “Se un fiore perde un petalo pensate che anche il profumo svanisca? No, l’essenza profumata si espande ovunque… io ho scelto di sentire il mio profumo e di sprigionarlo alla terra ed al cielo con tutta la sua bellezza”. Sono le parole del suo ultimo scritto pubblicato sul Nuovo Amico e penso che il profumo di Marina, dopo essersi diffuso sulla nostra comunità cristiana e sulla nostra città, ora possa espandersi nel più alto dei cieli. L’impegno di costruire una città più bella e accogliente ha spinto Marina a non fermarsi, ma a sconfiggere l’indifferenza,  la paura e l’isolamento, con il dialogo, creando occasioni di incontro per far conoscere questa rara e invalidante malattia anche a Pesaro. Nell’associazione Aisa si è prodigata per la raccolta fondi per la ricerca e la riabilitazione delle persone colpite dalla sindrome. La vera testimonianza di Marina è che l’atassia può essere vinta con il sorriso, con la voglia di vivere amando la vita sino alla fine. aLei ha scelto per i suoi funerali di essere avvolta in una semplice stoffa bianca e di essere sepolta nella terra, perché ora per Marina ciò che è di questo mondo materiale è passato, per far spazio a ciò che è per sempre,  ora il sorriso di Marina è il sorriso stesso di Dio.

      Don Michele Rossini

       

       

      La sua porta sempre aperta

      Pontevalle, un mucchietto di case incastonato fra S. Veneranda e Candelara dove non succede molto. Ma lei molto ha fatto accadere nella sua casa, vero punto di incontro, di scambio, di confronto, di amicizia. Tanti progetti sono nati davanti a quella tavola da pranzo, o in quel piccolo scoperto dove si accendeva una sigaretta. La porta sempre aperta, la finestra socchiusa, pronta ad accogliere chi passava, anche solo per un saluto. Marina ci ha lasciato, ma non ci lascerà mai il suo esempio, che vale anche più del suo ricordo. Ammiravo di lei tante cose: la pungente ironia, la brillante intelligenza, l’entusiasmo che non restava mai imprigionato su quella carrozzina che l’ha, purtroppo, ospitata per tanti anni. Ma che per lei non è stata mai un ostacolo al fare. E questa rimane una “provocazione” per tutti. Mi piaceva di lei anche quel tenere al suo aspetto, il voler curare il trucco, gli abiti, per presentarsi sempre gradevole a chi veniva a trovarla: Marina era bella, una bella donna che non permetteva alla malattia di vincerla nel morale. Associavo spesso a lei la poesia di Madre Teresa dedicata alle donne: “Ciò che è importante non cambia, la tua forza e la tua convinzione non hanno età, il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno, non lasciare che si arrugginisca il ferro che c’è in te, insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni. Fa in modo che, invece che compassione, ti portino rispetto”. Il rispetto è quello che ha guadagnato nella sua vita. Oltre a uno sconfinato amore, dato e ricevuto, che non deve andare perduto.

      Betta Ferri

       

      L’attenzione a chi stava peggio

      Di Marina ricordo  la sua casa sempre aperta, la sua voglia di vivere, di lottare per chi soffriva la sua stessa malattia, la sua attenzione rivolta a chi stava peggio. In tante occasione l’ho trovata nell’ufficio del Sindaco a chiedere nuovi servizi, nuovi progetti per chi stava peggio. Ricordo il suo grande dolore per la scomparsa di Paolo Pierucci, suo amico e appoggio nella strada impervia della malattia. Di lei ricorderò sempre la voglia di vivere intensamente, pienamente, sempre rivolta al bene coinvolgendo tante persone in progetti alti perché il bene prima si fa e poi si pensa come ripeteva don Oreste Benzi. Ti penso ora insieme al tuo papà che mi ricordavi, che amavi e che pregavi: ora proteggici dall’Alto.

      Luca Bartolucci

       

       

      Il Sole non può dimenticare di sorgere

      Ho conosciuto Marina quando abbiamo fondato la nostra onlus, l’Aisa Marche(Associazione Italiana per la Lotta alle Sindromi Atassiche), nell’anno 2009. Marina ha svolto la carica di Vicepresidente. Un’amica sincera e leale con una forza incrollabile. Non si lamentava del suo stato. Anzi, voleva testimoniare LA VITA. Per fare conoscere le sindromi atassiche è andata ovunque. Il coraggio e la forza l’hanno accompagnata fino alla fine. Marina era un INNO ALLA VITA e amava ripetere spesso: “E’ buio, ma il Sole non può dimenticare di sorgere”. Ora lei,è il nostro SOLE. Grazie Amica Nostra. Grazie Amica Mia. Ciao…Vola Libera…

      Monica Munafò Aisa Marche

       

      Lei ora è il sorriso di Dio

      Con Marina Talevi finisce un’epoca, finisce il sorriso di Marina. La sua casa accoglieva tutti, buoni e cattivi, belli e brutti, colti e analfabeti, di tutte le etnie e religioni. Le parole sono senza tempo e Marina mi ha detto tante cose con gli occhi. Il dolore è molto forte perché Marina era anche un’amica sincera e vedeva oltre le apparenze. Ora quando passo davanti alla sua casa a Pontevalle, incorniciata dall’edera, ho un tuffo al cuore perché quasi tutte le domeniche l’andavo a trovare e bevevo il caffè con lei e con la madre Maria. Adesso mi accompagna l’acuta spina della nostalgia perché le nostre risate profumavano d’estate e delle cene nel cortile. Nei suoi occhi rivedo la profondità  dei cieli e il silenzio morbido della terra. Somiglia il suo sorriso eterno alla luce che apre il buio. Come ha detto Don Michele al funerale, il sorriso di Marina è diventato il sorriso di Dio.

      Limpida meraviglia d’una radiosa bellezza, di amore e di carità perché Marina dava senso alla parola amicizia. La mia amica ha sofferto molto e sentiva il freddo della malattia ancora di più dopo i ricoveri a Montegrimano, il Galantara e Mombaroccio. Anelava con il coraggio di sempre alla carità e alla giustizia come perla preziosa che stringe le mani di tutti. Marina, anche se malata, sapeva proteggermi con quelle parole necessarie e gradite come il soffio dell’animo. Con Marina ci sarà sempre quel filo d’oro che ci legherà alla fede e all’amicizia perché in lei vibra ancora la gentilezza, come una sponda fiorita, come un dolore che ritorna alla sua pace.

      Donatella Galli

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