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      Cultura

      Il Rof che sarà, tutto da vivere

      ma.ri.to.Di ma.ri.to.Nessun commento4 minuti di lettura
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      La 47a edizione del Rossini Opera Festival si terrà a Pesaro dall’11 al 23 agosto 2026. Come da tradizione ci sarà un nuovo allestimento, quello de Le Siège de Corinthe, firmato da Davide Livermore, che inaugurerà il Festival l’11 agosto. Carlo Rizzi sarà alla guida dell’Orchestra del Comunale di Bologna e del Coro del Teatro Ventidio Basso. Nel cast, fra gli altri, Adrian Sâmpetrean, Matteo Roma, Vasilisa Berzhanskaya, Maxim Mironov. Il regista Davide Livermore firmerà anche le scene assieme ad Eleonora Peronetti e Paolo Gep Cucco, mentre i costumi saranno ideati da Gianluca Falaschi e Bovey. Le tre repliche si terranno il 14, 17 e 21 agosto. Seguiranno due riprese di spettacoli che hanno fatto la storia del Festival: L’occasione fa il ladro, opera magistrale ed unica presenza al Festival di Jean-Pierre Ponnelle, maestro della regia lirica del Novecento, e La scala di seta, messa in scena da Damiano Michieletto, uno fra i più importanti registi contemporanei che proprio da Pesaro ha dato il via alla sua carriera internazionale. L’occasione fa il ladro andrà in scena il 12 agosto con Alessandro Bonato alla guida dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini. L’allestimento di Ponnelle, proposto per la prima volta al ROF 1987, sarà ripreso da Sonja Frisell, con le luci di Fabio Rossi. Nella compagnia di canto figurano fra gli altri  Manuel Amati, Damiana Mizzi, Dave Monaco, Matteo Mancini. Le altre recite si terranno il 15, 18 e 20 agosto. La terza opera in programma sarà sempre una ripresa. Si tratta de La scala di seta nell’allestimento di Damiano Michieletto, risalente al 2009, ripreso da Eleonora Gravagnola con scene e costumi di Paolo Fantin e luci di Alessandro Carletti. Iván López-Reynoso dirigerà l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna ed un cast dove figurano Enrico Iviglia, Hasmik Torosyan, Mara Gaudenzi, Alasdair Kent, Iurii Samoilov e Paolo Bordogna. Le repliche sono previste il 16, 19 e 22 agosto. Secondo una collaudata tradizione torna anche Il viaggio a Reims nella versione ideata da Emilio Sagi per il ROF 2001 e interpretata dagli allievi dell’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda”. Quarta opera in programma, Il viaggio a Reims andrà in scena al Teatro Rossini il 16 e 19 agosto nella messinscena ripresa da Matteo Anselmi, con i costumi di Pepa Ojanguren e le luci di Fabio Rossi. Il cast sarà diretto da Sieva Borzak, sul podio della Filarmonica Gioachino Rossini. Nel programma concertistico spicca il concerto Flórez 30, che celebra il trentennale del debutto del celebre tenore peruviano al ROF, in programma all’Auditorium Scavolini il 18 agosto. Guillermo García Calvo dirigerà l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e il Coro del Teatro Ventidio Basso. Al Teatro Rossini si terranno quattro Concerti di Belcanto, affidati a Matteo Mancini e Giuseppe Toia (14 agosto), Dave Monaco (17 agosto), Adrian Sâmpetrean (20 agosto) e Simón Orfila (22 agosto). Sempre al Teatro Rossini torna il 15 agosto anche l’appuntamento con Rossinimania: protagonista il chitarrista Eugenio Della Chiara con un concerto dedicato Rossini à Paris. La conclusione del Rossini Opera Festival 2026 (23 agosto) è affidata a una celebre pagina sacra rossiniana, lo Stabat Mater, scritta tra il 1831 ed il 1841 quando ormai il compositore aveva abbandonato definitivamente le scene teatrali. All’Auditorium Scavolini Domingo Hindoyan dirigerà l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e il Coro del Teatro Ventidio Basso ed un cast composto da Vasilisa Berzhanskaya, Anna-Doris Capitelli, Dmitry Korchak e Adrian Sâmpetrean. Il neo Presidente del Rossini Opera Festival, Michele dall’Ongaro, ha tenuto a sottolineare la meravigliosa sorpresa che la nomina ha rappresentato per lui. “In questo ruolo  – ha detto – farò del mio meglio per portare un valore aggiunto e sono convinto che faremo un ottimo lavoro, perchè qui esiste un terreno estremamente favorevole. Si percepisce chiaramente come tutti siano pronti a scommettere sul futuro. Questo Festival rappresenta un valore straordinario, raro e difficilmente replicabile. È il risultato di un lavoro importante che desidero riconoscere e ringraziare apertamente: quello del Sovrintendente e del Direttore artistico, capaci di tenere insieme qualità ed economia con grande intelligenza, ma anche con grazia ed eleganza. Un equilibrio tutt’altro che scontato”.

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