Da 25 anni la suggestiva manifestazione, sempre curata dalla “Pro Loco”, fino all’epifania fa della Città Ducale un vero e proprio presepio diffuso che realizza un delicato connubio tra atmosfera natalizia, poliedrico gusto artistico e riflessione sul mistero della Natività
Come ormai da venticinque anni sono tornate anche questo Natale ‘Le Vie dei Presepi’. Questo finesettimana e poi tutti i giorni dal 20 dicembre al 6 gennaio, sarà possibile visitare i tre luoghi espositivi principali che racchiudono le più belle e particolari natività di questa edizione.
Semplicità. L’edizione di quest’anno, curata come sempre dalla Pro Loco Urbino, vede il nucleo più cospicuo di presepi dedicato all’anniversario degli 800 anni dalla morte di San Francesco (1226). Il poverello d’Assisi era noto non solo per aver ideato il primo presepe vivente, ma anche per il suo Cantico delle Creature, un emblema del rispetto del Creato. Le Vie dei Presepi, in suo omaggio, hanno dedicato il punto espositivo di San Domenico a presepi tutti realizzati con legno di ogni tipo. Si possono ammirare diversi presepi con legni del monte Catria, raccolti da un anziano signore, Pietro Angradi, scomparso nel 2024, in lunghe e pazienti camminate attorno a Cantiano. Alcuni appassionati presepisti di Urbino hanno esposto piccole natività con tronchi e rametti di essenze tipiche del territorio, arricchiti di ghiande, ciuffi di cipresso, muschi, bacche, sassi. Infine, un presepe scolpito in legno in Uganda e un presepe fatto interamente all’uncinetto. Non manca un presepe ‘omaggio a Francesco’, realizzato alcuni anni fa dallo scultore Ermes Ottaviani.

Oratori. In via Barocci gli altri due punti che fanno parte del biglietto unico: all’Oratorio delle Cinque Piaghe, nelle antiche cantine trovano posto presepi in ceramica di inizio ’900, assieme a presepi più estrosi come uno tutto in origami o altri in materiali di riuso; nella soprastante chiesetta in stile rococò c’è un gruppo di grandi statue come abitanti di un villaggio. Nella cantina dell’oratorio di San Giuseppe, troneggia il grande presepe meccanico che ricostruisce la Roma dell’Ottocento, con tutti i pastori e i mestieri in movimento: una gioia per i bambini e una meraviglia dell’ingegno per gli adulti. Oltre a questo, vari presepi tradizionali del pesarese Marcello Acetoso e una scultura moderna di Gabriele Iacomucci.
Nelle vie. Percorrendo con una cartina le strade e i vicoli del centro storico, ci si potrà creare la propria passeggiata alla scoperta di presepi piccoli e grandi, esterni e interni. Sono decine le vetrine di negozi che hanno aderito come ogni anno, ma spiccano anche i grandi presepi tradizionali di Cattedrale (a cura della Contrada Duomo) e San Francesco (di Sandro Arduini). Nel belvedere accanto al bar del teatro, una moderna installazione artistica di Gabriele Iacomucci e Alessio Spalluto incornicia una finestrella che isola il presepe luminoso posizionato sulla collina di fronte: una novità curiosa e perfetta per uno scatto ricordo. Non mancano le statue giganti sotto le arcate di corso Garibaldi e presepi “nascosti” nei vicoli, come quello in una finestrella in via delle Stallacce o un altro sotto una scala in via Voltacce. Anche fuori dal centro ci sono alcuni punti espositivi: da vedere in via Salvemini la parrucchieria Tocco di Venere, con un ricchissimo presepe tradizionale. Orario dei punti con percorso interno: 10-13 e 15-19. Ingresso 3 euro, gratis under 14.


