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      Home » I nostri “santi della porta accanto”. La serva di Dio Renata Nezzo a 100 anni dalla sua nascita in cielo
      Urbino

      I nostri “santi della porta accanto”. La serva di Dio Renata Nezzo a 100 anni dalla sua nascita in cielo

      Francesca BrancatiDi Francesca Brancati2 commenti2 minuti di lettura
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      Sabato 11 ottobre ha visto nella cittadina di Fermignano la traslazione del corpo di mons. Adelelmo Federici dal cimitero alla chiesa parrocchiale. Questo evento ha richiamato alla memoria dello scrivente un pensiero di Papa Francesco tratto dall’esortazione apostolica Gaudete et exultate (cap.1, 6): i santi della porta accanto.

      A tal proposito ho pensato a quanto sia ricca anche la nostra Chiesa locale in materia di santità. Cito quelli più conosciuti: San Crescentino, San Cristoforo, San Michele Arcangelo, santa Veneranda, Santa Veronica Giuliani, Santa Margherita della Metola. Poi ci sono quelli che hanno vissuto una vita di santità, a noi contemporanei dalla cui testimonianza abbiamo tanto da imparare. Mi viene in mente Maria Teresa Carloni e venendo ancor più ai giorni nostri non posso dimenticare la Piccola Lisa Rossi la quale nonostante la sua malattia affermava con tanta energia: “Credetemi: Gesù non sbaglia un colpo!”. Tutta questa premessa e questi pensieri mi hanno riportato a focalizzare l’attenzione su quella che è la mia città natale e mi sono chiesto: “E Urbino? Cosa ci ha lasciato come esempio di santità?” Ecco che allora il pensiero mi ricorda diversi santi o beati della nostra città ducale: il Beato Benedetto Passionei, il Beato Donato da Urbino e non da ultimo il Beato Pelingotto che nella chiesa di San Francesco. Ancotra, il compianto arcivescovo Ugo Donato Bianchi un pastore che tutti ricordiamo ancora che ha guardato in modo particolare al mondo della sofferenza di cui lui stesso ha fatto esperienza in prima persona. E non poteva mancare all’appello una giovane ragazza di Urbino che proprio l’11 ottobre di quest’anno festeggia i 100 anni dalla sua nascita al cielo. Si tratta della Serva di Dio Renata Nezzo (1° maggio 1894 – 11 ottobre 1925), morta a 31 anni dopo una vita dedicata al Signore. Renata fu un’anima eucaristica al punto di non saper vivere senza eucaristia. La sua aspirazione? Amare Gesù come nessuno lo aveva mai amato. Fece il voto di verginità. Amò i poveri e i sofferenti, curò l’educazione cristiana dei fanciulli e delle giovani, fondò l’associazione Diocesana della gioventù femminile cattolica e la Legione delle Piccole Vittime dell’Amore Misericordioso con lo scopo di pregare e di santificarsi per la santificazione dei sacerdoti. Questi nostri “santi della porta accanto” rischiano di venir dimenticati: perdendo così quelle “perle preziose”, che ci accompagnano dal cielo.

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      2 commenti

      1. Giulia Ciriaci il 24 Ottobre 2025 10:17

        L’ elenco di questi Santi dalla porta accanto è bellissimo, prezioso, ma manca un nome, nome di un grande: don Ugo Bonazzoli. Nato a Fontecorniale nel 1912,consacrato prete a soli 23 anni da mons. Tani, parroco prima di Isola del Piano poi di Pagino da cui parti’,senza fare più ritorno,volontario per la Russia come cappellano ( aveva appena 30 anni!). Di lui chi lo ebbe accanto in quelle gelide terre, in quei momenti drammatici ebbe a dire di aver conosciuto non un eroe, ma molto di più: un Santo!
        Sarebbe riduttivo parlare di lui in poche righe. Noi, Giulia Ciriaci e Maria Cristina Chioffi lo abbiamo fatto attraverso un libro di recente pubblicazione “Ha creduto all’ Amore”( titolo citato non per pubblicità ma per doverosa gratitudine a don Ugo e senso di responsabilità a condividere il tesoro di una vita di cui per strade diverse e provvidenziali siamo venute a conoscenza) .
        Inoltre,ci fa piacere sottolineare proprio in questi tempi in cui si esalta giustamente la memoria di don Adelelmo Federici come don Ugo fosse stato in forte sintonia spirituale con lui circa il modo di concepire il sacerdozio.
        Ce lo testimonia il fatto che il suo nome ricorre negli scritti di don Ugo riguardo alla possibilità di realizzare una forma innovativa di convivenza tra parroci, e non solo …
        Tra i documenti rinvenuti c’è anche il ricordino di don Adelelmo in cui scrive così il 17 aprile, giorno della sua ordinazione sacerdotale :
        ” Fa che io sia lampada sempre ardente che si consumi per dar luce, che si finisca per l’ intensità di un Amore….”
        E don Ugo nel suo ” Mi offro con Voi su tutti gli altari del mondo”.
        Se questa non è sintonia spirituale di due grandi sacerdoti!
        Giulia e Maria Cristina

        Rispondi
        • Francesca Brancati il 27 Ottobre 2025 8:45

          Buongiorno, faccio subito presente alla redazione del Nuovo Amico di Urbino. La ringrazio per la preziosa segnalazione.

          Rispondi

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