Statue lignee

Mostra di Mazzanti. Coltivava una passione lontana, nata fin da ragazzo, tenuta sotto la brace e cresciuta solo negli ultimi anni durante il periodo seguito al pensionamento e alla pandemia. Paolo Mazzanti (1952), infermiere, finalmente nel periodo Pasquale è riuscito a manifestare la sua dote di saper rappresentare i luoghi e ricordi della sua città e dei suoi dintorni. Annunziata con il titolo “Colore e vita”, la mostra si è aperta nella galleria Montefeltro di Urbania e vi resterà fino al 7 maggio. Il percorso in senso orario si apre con un omaggio al pittore Adriano Paoli recentemente scomparso, continua con delicate piccole nature morte e si svolge nella descrizione minuta dei luoghi più rappresentativi del suo paese. Senza clamore, Mazzanti ha arricchito la città di speranza nell’arte e nella cultura.

San Sebastiano. Mi convinco sempre di più che può accadere di tutto in questo mondo, anche una scoperta. Stava chiuso in un armadio della cattedrale, chissà da quanto tempo, il ragazzotto in legno con lo sguardo in alto, trafitto da robuste grossolane frecce nere. Sono riuscito a rubare qualche foto ma credo che per fare meglio ed evitare qualsiasi illusione, si dovrà segnalare la cosa alla soprintendenza ai monumenti. Rare sono le opere lignee nelle nostre chiese ad eccezione di quelle seriali acquistate per devozione. In Urbania due sono le opere lignee importanti: il Cristo Morto, opera commissionata dalla Confraternita del Corpus Domini, probabilmente nel fervore rinascimentale dalle botteghe fiorentine, gelosamente custodita nella chiesa omonima, e la statua di San Cristoforo realizzata da artisti napoletani nel 700. San Cristoforo è considerato protettore dei pellegrini e dei viaggiatori e oggi anche degli automobilisti.

Di Raimondo Rossi

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