Rispondere alle domande di senso

Ancona
a cura di Tiziana Tobaldi

«Siamo chiamati a prenderci cura delle relazioni ferite messe a dura prova, della fragilità che ha invaso la nostra vita in questi ultimi due anni, del gusto per la vita colpito dalla pandemia. Oggi viviamo in un mondo più solo, alle prese con la prima grande peste del nuovo millennio, incontenibile ed ingestibile. E se la scienza e la medicina affrontano la pandemia con i loro strumenti di intelligenza, sempre a servizio della vita umana, noi siamo chiamati a prenderci cura delle solitudini e delle vulnerabilità, perché oltre la malattia non restino sofferenti anche le nostre relazioni. Perché possiamo ritrovare il gusto per la vita, il bisogno di socialità, e metterci alla ricerca del senso ultimo di ciò che stiamo vivendo. La Pastorale della Salute si è fortemente interrogata e propone da tempo percorsi di discernimento e di formazione aperti a quanti sono impegnati nel servizio verso gli ammalati. Il volontario della pastorale della salute deve imparare a mettersi accanto al malato in un cammino di carità. Deve essere capace di segnare il passo di chi va più piano, se vuole rimanergli accanto in un percorso amorevole e non giudicante, poiché la malattia è un’esperienza unica, tanto quanto è unica ogni persona. Ad una persona malata non possiamo mai dire “Io ti capisco”.»

Confronto. Questo il messaggio di don Massimo Angelelli direttore dell’Ufficio Nazionale Pastorale della Salute della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), che venerdì 14 gennaio ha incontrato di delegati diocesani della Pastorale Salute marchigiana al Centro Pastorale di Ancona.

È stata una giornata di fraternità e di confronto organizzata dal vescovo Armando delegato della Cem e dalla referente regionale Marcella Coppa, con i direttori diocesani, i cappellani ospedalieri e delle carceri, i collaboratori degli uffici diocesani e i membri della Consulta regionale. Significativa la partecipazione delle diocesi marchigiane, che si sono alternate nelle due sessioni di lavoro programmate. In apertura della giornata, Marcella Coppa ha presentato le varie realtà diocesane e il lavoro che sta svolgendo la Pastorale regionale «Oggi per noi è una giornata importante per confrontarci e soprattutto per incoraggiare la nostra vita, il servizio e il cammino pastorale.»

Misericordia. Riflessioni illuminate dalla fede e dalla lunga esperienza nei luoghi del dolore sono state proposte dal Vescovo Armando, citando il messaggio di Papa Francesco per la XXX Giornata Mondiale del Malato. Il tema della misericordia, con «l’importanza di avere accanto dei testimoni della carità di Dio che, sull’esempio di Gesù, misericordia del Padre, versino sulle ferite l’olio della consolazione e il vino della speranza». E ancora nel suo intervento ha sottolineato i temi della centralità della persona e del malato, dell’importanza dell’ascolto e della dimensione relazionale, della necessità di una ragione etica, «quella che muove le corde più segrete dell’emotività. Nel tempo della pandemia – ha concluso – i credenti dovrebbero innanzitutto e soprattutto comunicare la fede con massimo impegno».

Pastorale degli ammalati. Durante la sessione pomeridiana don Massimo si è soffermato sulla struttura dell’Ufficio Nazionale e sollecitato a «vivere la Giornata del Malato durante tutto l’anno». L’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute ha competenza nella cura pastorale degli ammalati, degli operatori sanitari e di tutti coloro che nella comunità cristiana, nelle associazioni e nei luoghi di cura sono a servizio degli ammalati; nel supporto e coordinamento pastorale delle istituzioni socio-sanitarie di ispirazione cristiana e delle associazioni operanti nel settore; nell’approfondimento culturale e nella riflessione pastorale sulle tematiche etiche, educative e deontologiche riguardanti la vita umana e l’assistenza socio-sanitaria.

Ha presentato all’assemblea il lavoro di ogni area dell’Ufficio evidenziando la necessità della rete con le associazioni nazionali che si dedicano al settore socio-sanitario.

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