“Riconoscere la luce di Dio”

Fano
a cura della Redazione

E’ partito dal brano del Vangelo di Matteo (Matteo 2,1-12) per parlare del percorso che sono chiamati a seguire tutti coloro che si  sono messi in cammino seguendo una strada il Vescovo Armando, domenica 23 gennaio, nella parrocchia Santa Famiglia di Fano 2 dove ha presieduto la Veglia Ecumenica.

Viaggio interiore. “In certo qual modo – ha sottolineato il Vescovo – non siamo chiamati anche noi a diventare come i magi del Vangelo? Non siamo forse invitati a uscire dal paganesimo circostante che modella i pensieri e gli atteggiamenti del nostro mondo? Non siamo chiamati anche noi a lasciare le nostre abitudini, le nostre antiche  maniere di reagire? Non siamo anche noi spinti ad attraversare vasti spazi di solitudine e di silenzio, a cambiare orizzonte e ricerca, prima di scoprire nel neonato deposto nella mangiatoia il Cristo, il Signore? E come i magi non siamo anche noi pieni di interrogativi senza risposte, di certezze piene di oscurità, di parole debordanti di silenzio? Noi sappiamo, ma senza sapere veramente, come se la nostra  scienza ci rendesse sempre più coscienti della nostra ignoranza. Vediamo, ma senza vedere, e scopriamo fino a che punto siamo ciechi. Ed è proprio questa la sfida singolare dell’Epifania, della manifestazione di Dio in questo mondo. Dio può manifestarsi solo nascondendosi, può svelarsi, solo sottraendosi”.

Tappe. “Il racconto di questo viaggio  – ha proseguito il Vescovo – non è solo la storia delle loro avventure lungo le strade del mondo, ma è prima di tutto il racconto di un altro viaggio, quello sì, tutto interiore. Un viaggio le cui tappe assomigliano stranamente a quelle che anche noi dobbiamo percorrere. Un’avventura i cui orizzonti autentici sono quelli del cuore dell’uomo. E forse è interessante percorrere in loro compagnia le varie tappe, una dopo l’altra. Questo viaggio comincia con l’apparizione di una stella nella notte. Ma vedere la stella non basta, perché, per uscire dalla notte, bisogna mettersi in cammino seguendo la stella, bisogna lasciare dietro le spalle tutto un universo accogliente e familiare per lasciarsi condurre lungo itinerari sconosciuti. Matteo ci presenta i Magi come dei viaggiatori. “stranieri e pellegrini sulla terra”, uomini che hanno finito per cedere all’invito della stella, quasi loro malgrado. La loro storia è, quindi, anche quella di un esodo, al seguito di una stella. Nel  loro caso, la notte, la stella, il viaggio, conducono alla soglia delle Scritture. E’ solo nei libri dei profeti, nell’attesa del popolo di Israele che essi riconosceranno la loro personale attesa, la loro personale ricerca. E, paradossalmente, essi ritroveranno la loro strada, ritroveranno la stella grazie a uomini che hanno perduto quella sete, uomini il cui desiderio si è scostato dalle cose di Dio per aggrapparsi alle cose della terra, al potere.

Di sicuro bisogna aver attraversato molte notti, molte tempeste, e aver seguito a lungo una stella tremolante nella notte più opaca, per riconoscere finalmente la luce di Dio, lì dove molti altri non vedono nulla. Per poter finalmente riconoscere la luce vera dobbiamo avventurarci lungo l’oscuro percorso di Gesù. E interrogare con umiltà e pazienza le Scritture e coloro che ce le insegnano. Matteo ci invita, dunque, a un vero e proprio percorso iniziatico, offrendoci questa mappa, questo itinerario della vita interiore. Ma noi siamo disposti a seguirlo?”.

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