La Messa di Natale in carcere

Fossombrone

A cura della Redazione di Mondo a Quadretti
Rivista della Casa di Reclusione di Fossombrone

La mattina di Natale, di buon ora, dopo due lunghi anni di blocco dovuto alla pandemia, si è nuovamente celebrata presso la “rotonda” della Casa di Reclusione di Fossombrone la Messa presieduta dal Vescovo Armando.

La messa settimanale è stata invece celebrata quasi sempre, eccezion fatta per i momenti di più acuto lockdown. La messa di Natale, partecipata dalla stragrande maggioranza dei detenuti appartenenti alla sezione“AS – Alta sicurezza” (l’ala della Media Sicurezza è ancora deserta a causa di eterni lavori di ristrutturazione, è stata concelebrata da don Francesco Pierpaoli, Vicario per la Pastorale, Padre Gilbert Niyongabo, Superiore della Congregazione Apostoli del Buon Pastore di Fossombrone e Padre Desiré Gahungu, nuovo Cappellano della Casa di Reclusione di Fossombrone, recentemente nominato dal Vescovo in sostituzione di don Guido Spadoni dimissionario per motivi di età e di salute.

 

Don Guido. La Messa di Natale è stata preziosa per la duplice circostanza del debutto del nuovo Cappellano e per il caloroso e affettuoso saluto a don Guido, che per quasi venticinque anni ha ricoperto questo ministero, interpretandolo nel modo più ampio possibile. Non solo ministro del culto cattolico e presenza della Chiesa locale e diocesana, ma punto di riferimento continuo, e per certi versi insostituibile, sia per i detenuti che per l’Istituzione. Don Guido oltre a garantire una presenza quasi quotidiana di ascolto e soddisfazione delle esigenze più disparate, ha ospitato nella sua casa centinaia di detenuti in permesso premio e ricongiungimento familiare, ha accolto e accompagnato parenti a colloquio, ha tenuto i contatti con famigliari ed avvocati, ha agevolato relazioni con la Magistratura di sorveglianza, e tanto altro. Le sua dimissioni non hanno lasciato un vuoto, perché è rimasto nel cuore di tutti, come hanno testimoniato le preghiere dei fedeli della Messa di Natale. L’unanime speranza è quella che, appena guarito dai postumi del rovinoso incidente domestico occorsogli a fine novembre, possa ritornare in carcere ad abbracciare tutti.

Alla cerimonia hanno partecipato anche il Comandante della Polizia penitenziaria Dottoressa Marta Bianco e l’area trattamentale nella persona degli educatori Dottor Proietti e Dottoressa Rutigliano. Presenti gli altri membri della Cappellania carceraria voluta dal Vescovo per coadiuvare il Cappellano: Fra Fabio Chiodi, Suor Catherine Southwood e Giorgio Magnanelli. Vista la delicata circostanza di recrudescenza dei contagi, non c’erano esterni, fatta eccezione per la volontaria Chiara Berloni.

 

“Luce dentro”. Il Vescovo ha rivolto ai detenuti, sia nel saluto di introduzione che nell’omelia, parole di consolazione e di vicinanza, ricordando la particolarità del momento e ringraziando le Istituzioni carcerarie per aver permesso, nonostante il difficile momento, la celebrazione della Messa. Hanno altresì preso la parola Padre Desiré, per il saluto iniziale, la Comandante Marta Bianco che ha ripercorso, tra l’altro, le toccanti tappe del recupero, dalla pericolante Chiesa dell’Istituto, di una statua della madonna con bambino, restaurata dei detenuti del laboratorio iconografico “Luce dentro” e il detenuto D.M. che ha ringraziato tutti con parole toccanti che hanno dato un significato unico alla celebrazione. L’arrivederci è per la Messa di Pasqua.

 

FOTO CAPRI

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