Il Vescovo ricorda le vittime di Corinaldo

Fano
di Redazione

Asia, Emma, Daniele, Eleonora, Benedetta, Mattia. Cinque ragazzi e una giovane mamma la cui vita è stata portata via quella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018 alla discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo. Una tragedia che sconvolse l’intero paese e non solo: tre delle vittime erano della nostra Diocesi. Lacrime, voglia di giustizia, ma anche speranza. Da quella tragedia, infatti, nel 2019 è nato il COGEU, comitato dei genitori unito, per ricordare, ma anche per guardare al futuro. “La nostra associazione – sostiene Luigina Bucci, presidente COGEU – ha il chiaro obiettivo di garantire un divertimento sicuro ai nostri giovani. Quanto successo nella notte dell’8 dicembre a Corinaldo è una terribile pagina che ancora sanguina. Noi dobbiamo impegnarci affinché quello sia un pungolo continuo per far sì che una dramma simile non si verifichi più”.

Mercoledì 8 dicembre, Solennità dell’Immacolata Concezione e anniversario di quel tragico evento, il Vescovo Armando, in Cattedrale alla presenza di tanti giovani, delle autorità civili e del Prefetto della Provincia di Pesaro e Urbino, ha presieduto la Santa Messa proprio per ricordare la tragedia di Corinaldo. All’inizio della Santa Messa il Vescovo ha voluto ricordare l’incontro delle famiglie che hanno perso i figli e una famiglia che ha perso la mamma con Papa Francesco, un incontro affettuoso e struggente allo stesso tempo.

“Quando ero a Fermo – ha sottolineato – ho avuto il ministero di accudire i genitori che avevano perso i figli e ho imparato molto da quelle storie. Poche parole, molti silenzi, sguardi e qualche telefonata. Quando una famiglia perde un figlio cambia la vita per tutta la vita, non si sana mai. Le parole si interrompono di fronte alla morte dei ragazzi – ha proseguito il Vescovo – il linguaggio pubblico arrossisce davanti a tanta inaudita violenza per interesse o superficialità di gestione. Alla Chiesa è dato il compito di accompagnare nella sofferenza, accudire il dolore, consolare”.

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