Il Consultorio Diocesano si presenta attraverso il teatro

Fano
di Redazione

Un modo forse insolito per presentarsi, ma molto coinvolgente, intenso e profondo. Sabato 25 settembre, alla Rocca Malatestiana di Fano, il Consultorio Associazione “La Famiglia” ha voluto presentarsi alla cittadinanza attraverso lo spettacolo teatrale “Ognuno” per la regia di Paola Turroni.

Ascolto, aiuto, condivisione, dialogo sono state le parole emerse dai gesti e dalle parole di parte dell’equipe che si è voluta mettere in gioco con l’arte del teatro. Ognuno, a suo modo, ha portato sul palco se stesso, le sue fragilità, i suoi punti di forza e il suo servizio verso il prossimo, il suo donarsi a chi chiede aiuto.

“Dietro il Consultorio – ha spiegato il direttore don Francesco Pierpaoli al termine dello spettacolo – ci sono quarantacinque anni di storia. All’epoca, Mons. Micci lo pensò con alcuni amici che sono ancora qui a Fano e che ci seguono; una storia che ha attraversato tempi e cambiamenti. Ci sono ferite nelle case che non dobbiamo affrontare con moralismo esasperato, ma dobbiamo semplicemente metterci in ascolto. Ringrazio il Vescovo (presente all’evento, ndr) che ci dà fiducia e le persone che hanno partecipato a questo progetto. Abbiamo scelto il teatro – ha proseguito don Francesco – perché alcune volte parlare del Consultorio è molto difficile. Il teatro, invece, con le sue parole e con le sue emozioni, ci può aiutare a dialogare”.

Cristiana Santini, responsabile dell’equipe del Consultorio, ha ringraziato tutti gli intervenuti e ha presentato gli attori dello spettacolo: oltre a lei, Mauro, Emanuela, Roberta, Giovanna, Irene, Erica, Nicoletta, Federica, don Francesco. “Nel consultorio, oltre a mettere la nostra professionalità – ha spiegato la Santini – non ci dimentichiamo mai che anche noi prima di tutto siamo persone con le nostre fatiche, con il nostro fare. L’idea di questo spettacolo è venuta da don Francesco – ha spiegato Cristiana – e devo ringraziarlo perché ci ha fatto vivere davvero un’esperienza molto bella che speriamo di poter ripetere in altre parti della Diocesi”.

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