Ricercare assieme un cambiamento

Pianello di Cagli
di Cristina Genga

Mercoledì 1 settembre 2021 alle 18,30, si è celebrata presso la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù in Pianello di Cagli, la Giornata nazionale per la custodia del Creato, alla presenza del vicario generale Don Marco Presciutti, Don Vincenzo Solazzi, direttore dell’Ufficio dell’Ecumenismo, Padre Victor del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, Padre Costantin della Diocesi Ortodossa Rumena e di Gabriele Darpetti direttore dell’Ufficio Pastorale Sociale del lavoro.  La serata si è aperta con un saluto ai presenti del sindaco Alberto Alessandri, seguito da una breve passeggiata al Parco dell’Amicizia per un momento di riflessione sul “messaggio promosso dalla CEI tratto dalla lettera ai Romani: “Camminare in una vita nuova (Rm6,4). La transizione ecologica per la cura della vita”. All’uomo è chiesto oggi, di ricercare assieme un cambiamento, di abbandonare antiche e sbagliate logiche di pensiero e comportamentali, per aprirsi ad una nuova mentalità ed operare scelte di vita incentrate sulla fraternità; rifuggire dagli sprechi generati dalla ricchezza e dalla cultura dello scarto. Poiché la salvaguardia del nostro Creato è connessa ai valori della salute, dell’economia, del lavoro, dell’ambiente e della cultura, il cristiano è chiamato a discernere i segni dei tempi e vivere questo cambiamento d’epoca, promuovendo ed accogliendo una transizione graduale e giusta, in cui trovino espressione nella formula “ecologia integrale”, l’ecologia umana e l’ecologia ambientale. Con il sostegno delle Chiese potrà essere favorito il dialogo ed il processo di tale profondo rinnovamento, in una ulteriore prova di fraternità universale a cui tutti siamo chiamati.

Nel corso della celebrazione il Vicario, ha inoltre ricordato come già nell’A.T. il libro del Levitico citando il sabato quale giorno del riposo dopo la creazione, riconosca in esso il momento apicale della Creazione, che apre lo spazio alla contemplazione ed alla fruizione dell’opera di Dio da parte di tutti. Vi è dunque una giustizia sociale in cui riconosciamo in Dio l’unico e vero proprietario della  terra, ed “all’uomo non è consentito appropriarsene ma starci solo con la coscienza di essere ospite”. Ciò ci rende tutti sovranamente liberi ed uguali e ci ancora alla logica della gratuità, non potendo “l’uomo aggiungere una sola ora”, e dipendendo tutto dal Padre.

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