“Produttori di energia-amore”

Fano
di Redazione

“I santi adempiono a una funzione sociale, la quale consiste nell’essere una incarnazione vivente dei più elevati valori – di bontà, amore, spiritualità, coraggio – di una determinata società” (A. Sorokim, sociologo russo-americano). I santi per il solo fatto che esistono, anche se sono sconosciuti, fanno scendere nella terra, sull’intera umanità, una grande benedizione di Dio.  ‘Sono esperti produttori di energia-amore”.

Santità. Con queste parole il Vescovo ha esordito nell’omelia della solenne concelebrazione eucaristica sabato 10 luglio in occasione della Festa di San Paterniano, patrono della città di Fano e della Diocesi, nella Basilica a lui dedicata. Il Vescovo si è soffermato sulla santità per il mondo di oggi e sui laici adulti nella Chiesa. “La missione della Chiesa – ha sottolineato il Vescovo – è rendere il Vangelo accessibile a tutti. Mostrare Gesù a tutti, mostrando che la salvezza è una esperienza reale, tangibile, autentica. Abbiamo bisogno di riscoprire la cura del bene comune, abbiamo bisogno di un approccio di fede con la realtà, abbiamo bisogno di essere cristiani credenti, credibili e non atei nei fatti. Non possiamo continuare a rimanere spettatori della storia. La narrazione della nostra fede non ha smesso di essere avvincente! Abbiamo una storia da raccontare. E’ una storia bella e vasta. Il nostro essere perdenti e falliti e il disorientamento del mondo possono essere redenti a motivo di quanto Gesù ha compiuto venendo in mezzo a noi, vivendo, morendo, risorgendo e soffiando lo Spirito. Dobbiamo però affrontare il fatto che la nostra fede non appare così agli occhi di un gran numero di persone che la osservano da fuori. Bellezza e vastità non compaiono spesso neppure nel discorso pubblico della Chiesa, soprattutto se espresso da dita puntate ad ammonire e da critiche da parte di gente che sembra dedicare il proprio tempo principalmente al disprezzo vicendevole e alle lotte interne. Per poter ritrovare la connessione con la capacità attrattiva della nostra storia dobbiamo darci da fare. Possiamo farlo se ricorriamo a quelle che sono le vere risorse della nostra fede. E la prima di esse è la bellezza della vita cristiana autenticamente vissuta”.

Laici. Parlando dei laici adulti nella Chiesa il Vescovo ha messo in evidenza il dovere di mostrare al mondo l’esperienza cristiana come qualità di vita, come bellezza e come opportunità. “L’impegno del cristiano è quello di entrare nei solchi di questa società e non sentire estranea quella che abbiamo adesso, senza sognare quella del passato e neanche quella che vorremmo, che sarà. Questo ci fa, in un certo senso, adulti: esserci dentro. Il laico adulto oggi e sempre: rendere Dio credibile”.

San Paterniano. “Il buon Dio ci protegga – ha concluso il Vescovo – San Paterniano ci infondi fiducia e ci aiuti a perseverare  e pazientare  nell’intravvedere i frutti dell’impegno a piangere e soffrire  con  chi è provato, fa fatica, è umiliato dalla vita e dalle istituzioni, a prenderci cura del nostro tempo e del nostro territorio e a guardare al futuro con occhi ottimisti: è una grande sfida per ogni uomo e ogni donna”.

 

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