Giovani, Chiesa e pandemia

Fano
di don Steven Carboni
Responsabile Servizio Diocesano Pastorale

Nell’ultima equipe di Pastorale Giovanile ci siamo lasciati alla fine dell’ennesima “zoommata” con l’intento di preparare un augurio video per Pasqua con immagini che testimoniassero la vitalità di una PG che nonostante tutto non si è mai fermata in quest’anno così imprevedibile.

Via Crucis. Ogni iniziativa pensata e lanciata ai giovani delle nostre parrocchie ha sempre avuto il suo seguito, anche quando lo scoraggiamento sembrava prevalere prima della proposta. Da ultimo, le celebrazioni della Via Crucis vissute in presenza nelle proprie comunità.

Servizio. La Pastorale Giovanile ha espresso nella serata del Venerdì di preghiera davanti alla croce il vero senso del suo essere SERVIZIO, cioè stimolo alle comunità cristiane perché i giovani siano messi al centro della vita pastorale. Non come bella presenza, ma come veri discepoli di Gesù e membra vive delle nostre realtà parrocchiali. Vedere le storie su instagram dei giovani che si preparavano ad animare la Via crucis è stato un altro piccolo segno di speranza. È vero, nelle nostre assemblee liturgiche domenicali sembrano scomparsi, le attività on line dei gruppi sono troppo simili alle giornate infinite di DAD, la sensazione di “averli persi” sembra il tormentone di questi mesi. Poi basta invitarli, coinvolgerli, chiamarli. Proprio come faceva Gesù. Chiamava a sé, proponeva, diceva “se vuoi”, e non per tirali semplicemente fuori di casa ma perché incontrassero Dio e in Lui, la pienezza della vita. E questo desiderio di pienezza non è scomparso dal cuore dei giovani.

Giovani. Anche i venerdì di preghiera guidati da fra Fabio cappuccino lo hanno testimoniato. I giovani cercano ancora Dio. Hanno bisogno di una Chiesa che sappia ascoltare il grido silenzioso delle loro solitudini. Non sono i giovani ad essere chiusi in un sepolcro aspettando che qualcuno gridi loro “Lazzaro, vieni fuori!”. Forse è la nostra speranza ad aver bisogno di vita nuova. È la nostra fede che deve riallenarsi per saper indicare in Cristo il Vivente, con coraggio e autenticità. E i giovani sapranno esserci ancora. Perché ci sono sempre stati. Sarà un caso che un gruppo giovani del nostro entroterra diocesano, nato dalla comunione di più parrocchie proprio in tempo di pandemia, ha deciso di aprire una pagina instagram chiamandola “Germogliando_giovanisemidiluce!”?

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