“Doppia diagnosi”

Fano
a cura di EP

Si definisce una ragazza impegnata e impegnativa, che ama scoprirsi servendo gli altri, ascoltando le loro storie e cercando in queste sempre uno spunto per imparare qualcosa. Lei è Nicla Pagano, 23 anni, scout, educatrice di Azione Cattolica, studentessa universitaria e autrice del libro “Doppia diagnosi. Manicomi criminali, Opg e Rems tra passato e presente” edito da Banca del Gratuito.

Le abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa di più su questo suo lavoro.

Nicla, come e quando è nata l’idea di scrivere questo libro?

Mi sono laureata in “Scienze e tecniche Psicologiche” all’Università di Bologna e questo libro è una rivisitazione della mia tesi. Rimasi colpita dal corso di criminologia. Incuriosita, provai a capirne di più. Tante cose non mi tornavano, il perché persone fragili, benché avessero commesso reati, meritavano ulteriore appesantimento e non un sollievo dalle loro difficoltà.
Non posso non parlare di Giorgio Magnanelli, che ha deciso di pubblicare il libro e che ha creduto nel progetto.

Da che cosa hai preso spunto per la stesura?

La voglia di una comunità inclusiva, anche se sembra strano, la diffidenza delle persone è stata uno spunto per me. Avendo avuto a che fare spesso con persone speciali, ho colto sulla mia pelle la voglia di sentirsi parte integrante del tutto e anche come la vicinanza, l’affetto, la relazione con l’altro riescono ad alleviare alcune sofferenze. Mettendo da parte la zona di comfort in cui io sono entrata in contatto con queste persone, ho pensato a chi questo comfort non lo vive come condizione ordinaria, ma estremamente straordinaria.

Come mai un argomento così delicato e complesso?

L’ho scelto proprio perché non lo conoscevo. Spinta dalla voglia di scoprire cosa ci fosse dietro a questo mondo ho fatto ricerche, letto libri e scritti di persone recluse e, una volta capito il meccanismo, ho deciso di volerlo raccontare anche agli altri. È uno scritto breve, ma ritengo sia una buona base da cui partire per chi ha voglia di capirne di più e per chi vuole conoscere cose nuove.

Che cosa troveranno, in sintesi, i lettori nel tuo libro?

Il libro è un excursus storico di quella che è stata la concezione del “malato” e il suo trattamento nel corso degli anni. Ho raccolto testi, leggi e analisi dati ufficiali per fare un resoconto di come si è mossa l’Italia dalla Legge Basaglia in poi. Racconta di quanto sia efficace un intervento psicologico e di quanto siamo indietro nello sviluppo di questi trattamenti. Sono elencate alcune delle principali patologie presenti in carcere e anche alcuni progetti attivi sul territorio, il cui scopo è quello di favorire un reinserimento del detenuto. Sono presenti gli interventi di Giorgio Magnanelli, presidente dell’associazione “Un Mondo a Quadretti”, don Daniele Simonazzi, cappellano della Rems di Reggio Emilia, e Vito Inserra, presidente dell’associazione “Libera-Mente”.

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