Un tempo di azione pastorale

Fano
a cura di don Mirco Ambrosini
Direttore Ufficio diocesano Pastorale della Salute

Si celebra il prossimo giovedì 11 febbraio – memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes – la XXIX Giornata Mondiale del Malato, ricorrenza che assume un significato ancor più forte data la particolare condizione che tutti stiamo sperimentando a causa del Covid 19.

Emergenza sanitaria. Mai come quest’anno la celebrazione della Giornata Mondiale del Malato e la riflessione annessa sono collegate all’esperienza drammatica dell’emergenza sanitaria che in modo globale ha attraversato le nostre esistenze. Chissà quanti tra noi hanno vacillato nella fede, hanno cambiato le consuetudini della propria presenza, della relazione con gli altri, soprattutto verso i fragili, gli anziani, i malati. Sappiamo però che nella dinamica della fede, ogni esperienza esistenziale, anche la più drammatica, diventa luogo di testimonianza e condivisione, da viversi nel nome del Signore, da offrirsi come Chiesa. La pandemia ha modificato tutti i nostri rapporti, i nostri stili di vita, il nostro modo anche di relazionarci. E anche la pastorale. La dimensione pastorale della Chiesa sta subendo un cambiamento profondo, così come cambiano tutti i nostri approcci. Ma la cosa importante è che questo non è un tempo “sospeso”, non è un tempo in cui dobbiamo pensare di attendere, anche perché la pandemia non può più essere considerata un’emergenza, nel senso di un’emergenza temporale. Sono ormai 12 mesi che conviviamo con questa realtà e ne stiamo, piano piano, uscendo ma, ancora ci vorrà tanta attenzione, tanta pazienza, tanta cautela. Dall’altra parte ci siamo resi conto che questi cambiamenti hanno segnato anche il rapporto con i malati. E si sono create tante solitudini. Perché la distanza, la paura del contagio, ci ha portato a modificare i nostri rapporti con i malati. In questo senso in tante parrocchie della nostra diocesi si è ripreso il cammino abituale dei Ministri Straordinari della Comunione. Ma ancora negli ospedali non è permesso l’ingresso  dei Ministri, non è permesso l’ingresso dei volontari. Ragioni di sicurezza, ragioni di prudenza, di cautela fanno decidere agli amministratori delle strutture sanitarie di attendere ancora un po’.

Azione pastorale. E allora in questo tempo che, ripeto, non è di attesa ma di azione pastorale, un agire pastorale diverso, rinnovato: cosa è importante per l’ufficio diocesano di pastorale della salute? In una dimensione ecclesiale e comunionale, vorremmo che ci si renda conto che l’incontro con chi è nella malattia ha una sua specificità. Ha bisogno di una preparazione adeguata, ha bisogno delle parole giuste. Ci sono dei gesti opportuni e parole utili da dire. Un pensiero grato ai tanti medici, infermieri, personale sanitario, delle istituzioni e volontari che con la dedizione di chi è chiamato in prima linea, hanno offerto la propria competenza professionale e il proprio servizio generoso nel volontariato.

Santa Messa. Quest’anno non potremo visitare le strutture di cura del nostro amato territorio diocesano, ma celebreremo un’unica Santa Messa giovedì 11 febbraio, ore 18, nella chiesa di San Paolo Apostolo al Vallato e in diretta streaming su Fanodiocesi.it. In questa celebrazione vorremmo ringraziare Dio Padre del dono dei medici, infermieri e tutti i curanti che quotidianamente si dedicano volentieri e con professionalità alla cura e alle cure di ogni persona malata.

 

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