Un potenziale di bene e di bello che aspetta di essere espresso

Fano
di Redazione

“Libertà è vita” questo il tema che ha fatto da filo conduttore alla Veglia per la Vita celebrata sabato 6 febbraio nella parrocchia di San Paolo Apostolo al Vallato. “Questa sera – ha esordito il parroco don Francesco Pierpaoli Vicario per la Pastorale – vorrei che fosse una occasione di preghiera per

affidare al Signore quanto ci sfugge il buono il bello e ciò che è importante per la vita”. Ha poi proseguito leggendo alcuni passi del Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale Italiana per la 43esima Giornata per la Vita. “La Giornata per la Vita 2021 vuol essere un’occasione preziosa per sensibilizzare tutti al valore dell’autentica libertà, nella prospettiva di un suo esercizio a servizio della vita: la libertà non è il fine, ma lo “strumento” per raggiungere il bene proprio e degli altri, un bene strettamente interconnesso. Dire “sì” alla vita è il compimento di una libertà che può cambiare la storia. Ogni uomo merita di nascere e di esistere. Ogni essere umano possiede, fin dal concepimento, un potenziale di bene e di bello che aspetta di essere espresso e trasformato in atto concreto; un potenziale unico e irripetibile, non cedibile. Solo considerando la “persona” come “fine ultimo” sarà possibile rigenerare l’orizzonte sociale ed economico, politico e culturale, antropologico, educativo e mediale”.

Due le testimonianze che hanno aiutato i presenti a riflettere sulla figura del padre, quella di Matteo e Marco del Centro Missionario Diocesano, gemelli, figli di Francesco, che hanno messo in evidenza i valori e gli esempi trasmessi dal loro padre: l’attenzione ai gesti, alle piccole cose, la missionarietà. “Prima di andare a scuola – hanno sottolineato – pregavamo insieme ai nostri genitori. Quando poi cresci capisci davvero il valore di tutto questo”. E ancora la testimonianza di Claudio La Rocca presidente, da 15 anni, del Cav di Rivoli e volontario. “A volte – ha affermato La Rocca – sembra che l’uomo non centri con la gravidanza, sembra che sia qualcosa di cui non deve occuparsi. Spesso la donna è sola davanti alla gravidanza, ma dal preciso momento in cui il test di gravidanza è positivo il cuore già batte, lei è già mamma e lui è già papà. L’uomo è chiamato a donarsi alla donna e non può usarla”.

 

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