“Chiediamo a Dio di non trovarci ad accendere il roveto da soli”

Fano
di Redazione

Riportiamo, di seguito, la sintesi della meditazione scritta dal Vescovo Armando in occasione del Mercoledì delle Ceneri (ricordiamo che il Vescovo, per motivi di salute, non ha potuto presiedere in Cattedrale alla celebrazione per il Clero). 

[…]Penso che lo stato di salute di una persona, di una comunità, di un popolo, dipende da quanta meraviglia custodisce, da quanto stupore e domande porta dentro di sé. È fin troppo facile dire che l’attuale momento di vita sia a corto di meraviglia, di curiosità e di domande. Così è fin troppo evidente descrivere un contesto sociale dove tutti gridano parole certe, risposte sicure, bandiere alzate. Dobbiamo essere onesti, anche nella nostra vita cristiana o presbiterale si tende a dare risposte più che avventurarsi sul terreno delle domande. Come pure credo sia abbastanza scontato dire che in questo momento lo stato d’animo delle persone tenda più allo scoraggiamento che all’entusiasmo e alla meraviglia. Chiediamo a Dio di non trovarci ad accendere il roveto da soli; chiediamo a Dio che ci preservi dagli idoli e in particolare dall’idolo di farci noi un roveto. Il rischio mortale è di dar vita ad una danza triste attorno ad un vitello cui potremmo dare tanti nomi. Ognuno, nella sua meditazione, cerchi di trovare il suo, cerchi di dare un nome ai tanti idoli che quotidianamente sostituiscono il roveto ardente e che tentiamo di procurarci per riempire quella sensazione di assenza di Dio dentro la nostra vita […]Forse possiamo fare l’esperienza che il Vangelo è veramente vita, che la vita di Gesù di Nazareth è veramente vita buona, vita bella. È arrivato il momento in cui noi presbiteri, noi cristiani, raccontando l’amore del nostro Dio, non dobbiamo raccontarlo come un dovere da assumere, ma semplicemente come la vita. Noi non vendiamo doveri, non vendiamo norme, non vendiamo prescrizioni, noi raccontiamo una vita che, una volta incontrata, non la lasci più perché, anche se si dovesse trasformare in una valle oscura, riesci ad attraversarla al sicuro.

Nella sua meditazione il Vescovo ha toccato diverse tematiche: la conversione, la grazia, la spiritualità del ministero, la Pasqua come invito a osare un nuovo inizio, la condivisione, l’altruismo e il linguaggio della speranza.

 

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