Praticare l’arte della vicinanza

Fano
di Marco Caverni

Avvento 2020: i ragazzi della mistagogia (12-14 anni) della parrocchia Santa Famiglia a Fano si sono cimentati nella raccolta di generi alimentari a lunga conservazione destinati alla Caritas parrocchiale. L’iniziativa ha preso vita dopo l’incontro-testimonianza di una giovane coinvolta in Caritas grazie al Servizio Civile, la quale ha raccontato ai ragazzi la propria esperienza di aiuto ai più bisognosi e li ha invitati a mettersi in gioco in prima persona.

Vicinanza. Come sottolineato dal Report elaborato dalla Caritas Diocesana, dove sono state riprese le parole del Vescovo, in questo periodo incerto siamo tutti invitati a “sviluppare una vera e propria arte della vicinanza. Un ruolo fondamentale viene svolto dai laici, […] cristiani che già vivono immersi nella società e che già sono in missione permanente.”

Così, insieme ai loro educatori, i ragazzi e le ragazze del gruppo hanno deciso di offrire un pò del proprio tempo a sostegno degli altri, provando a essere vicini a coloro che ne hanno più bisogno. Dopo il confronto con i responsabili della Caritas parrocchiale, il gruppo ha cercato una modalità di raccolta che mantenesse tutte le precauzioni e le misure di sicurezza necessarie in questo periodo.

Servo anch’io. Si è deciso di sfruttare il tempo dell’incontro in parrocchia, in particolare il sabato pomeriggio: i ragazzi hanno per prima cosa distribuito nel quartiere i volantini, avvisando dell’iniziativa e informando i parrocchiani che, durante l’Avvento, ogni sabato dalle 15 alle 19 tutti erano invitati a portare in parrocchia generi alimentari a lunga conservazione. Chi si presentava trovava così i ragazzi ad accoglierli, mentre altri si adoperavano nell’ordinare gli alimenti negli scaffali. A tutti veniva infine consegnata una sorta di “ricevuta”: un bigliettino con una frase di ringraziamento e di auguri pensata e scritta dai ragazzi. Lo spunto per questa iniziativa è stato offerto anche dalla Guida ACR, un sussidio per gli educatori, che quest’anno, riferendosi al brano di Marco, poneva la domanda “SERVO ANCH’IO?”.

Mettersi al servizio. La Caritas parrocchiale ha ringraziato molto per questo servizio, i ragazzi hanno messo a disposizione il proprio tempo e, nonostante le criticità del periodo, le persone della parrocchia sono comunque riuscite a portare qualcosa per dare sostegno, anch’esse ringraziando per la bella iniziativa e rallegrandosi di vedere che c’è voglia di mettersi in gioco.

All’inizio di questa emergenza, a partire dal Papa che lo ha per primo ricordato, più volte è stato ripetuto che siamo tutti nella stessa barca. L’augurio che rivolgiamo a tutti allora, in particolar modo ai ragazzi e giovani delle varie parrocchie, è quello di sentire davvero la voglia e la necessità di mettersi a disposizione, a servizio: solo così si può sviluppare quell’arte della vicinanza che ci rende più uniti, più prossimi, che ci permette, anche nella tempesta, di non far affondare quella barca di cui tutti quanti facciamo parte.

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