Una bella provocazione del Papa nella sua ultima Enciclica

Forse la stampa, neppure quella cattolica, si è accorta e ha dato sufficiente rilievo a questa nuova Enciclica (documento  autorevole e universale della Chiesa) di Papa Francesco “Fratelli Tutti”  firmato il 3 ottobre  2020 ad Assisi sulla tomba di S. Francesco. E’ una bomba. Per novità di argomenti, per semplicità, per concretezza, per profondità. Provo a dirvi qualcosa dopo una mia prima lettura, per invogliarvi ad averla personalmente (solo 2,50 euro), leggerla, meditarla e cercare di metterla in pratica. Ci fa sicuramente bene e ci scalda il cuore.

Francesco c’invita ad andare oltre, oltre al presente, oltre  l’attuale mondo chiuso, oltre all’attuale politica fatta di nazionalismi e di populismi, oltre ai nostri stili di vita spreconi e individualistici. E’ importante ritrovare la cultura del dialogo e amicizia sociale, costruire insieme per pensare e generare un mondo aperto. I conflitti non si risolvono con la forza, la violenza, la legge della giungla, con il diritto del più forte ma con la forza del diritto.

Le relazioni umane tra persone, tra paesi, tra stati hanno la capacità di vedere le differenze  non  come minacce  ma come opportunità. L’amicizia sociale ci farà stare bene.

Dobbiamo tutti convertirci e diventare artigiani della pace e della misericordia come quello straniero,il samaritano del Vangelo, che andando a Gerico si accorge di un uomo boccheggiante sulla strada. Si ferma, a differenza di altri religiosi che passano oltre, lo cura, lo carica sulla sua macchina ( scusate ..sul suo somarello). Lo porta in un luogo sicuro per curarsi e alla fine mette mano al portafoglio. E’ il bellissimo capitolo secondo dell’Enciclica.

a cura di Piergiorgio Sanchioni

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