Tenerezza e consolazione

Fano
a cura della Redazione

Sabato 12 settembre i familiari delle vittime della strage di Corinaldo, accompagnate dal Vescovo Armando, Vescovo della Diocesi di Fano Fossombrone Cagli, e dal Vescovo di Senigallia Francesco Manenti, sono state ricevute in udienza da Papa Francesco a Roma nella Sala Concistoro in un clima di visibile emozione.
Riportiamo, di seguito, l’indirizzo di saluto del nostro Vescovo Armando

Saluto del Vescovo. Santo Padre buona giornata. Siamo contenti perché il mondo in lei riconosce tanta tenerezza e tanta consolazione. Accogliere famiglie che, in una disgraziata situazione, hanno perso figli, anche una mamma per salvare la figlia, è una cosa che moltiplica la tenerezza nel cuore di questa gente. Siamo il Vescovo di Fano e di Senigallia perché questa discoteca era vicino a Fano, ma nel territorio di Senigallia, nella zona di Santa Maria Goretti. E’ bene che queste famiglie siano consolate perché hanno avuto almeno tre lutti: il primo ingannati perché era una festa per studenti delle scuole ma poi utilizzata da altri, piena di tanta altra gente; secondo, il numero doveva essere limitato e invece, poi, il numero della disgrazia era triplicato; terzo, mentre i ragazzi, molti per la prima volta, andavano a questa festa per sentire musica, qualcuno è andato dentro per spruzzare spray urticante per impaurire la gente e rubare collanine. E lì è successo il pandemonio. I ragazzi più piccoli sono fuggiti, ma sono rimasti schiacciati. Anche una mamma è morta, qui ci sono i suoi quattro figli, per salvare sua figlia. Quest’anno è iniziato il processo, ma non è per dare la verità, un processo anche strano per questi ragazzi  che si trovano “un po’ nella zona a delinquere”, non dico delinquenti perché non è mia competenza, un processo un po’ triste, affrontato con spavalderia, quasi con insignificanza.

Consolazione. La sua accoglienza, per noi, è veramente un privilegio di consolazione, perché la mia esperienza da sacerdote e da parroco mi ha insegnato che un genitore che ha perso un figlio, di solito, è sepolto a metà. Il Papa che diventa padre a tutti gli effetti, che accoglie, che visita e guarda negli occhi queste persone è veramente l’inno alla tenerezza e alla consolazione. Per questo siamo veramente commossi e le siamo riconoscenti.

Speranza. Il Papa, nel suo discorso, ha offerto ai presenti una parola di fede, di consolazione e di speranza. “Corinaldo, il luogo della tragedia, si trova in un territorio sul quale veglia la Madonna di Loreto: il suo Santuario non è molto distante. E allora voglio – vogliamo – pensare che lei, come Madre, non abbia mai staccato il suo sguardo da loro, specialmente in quel momento di confusione drammatica; che li abbia accompagnati con la sua tenerezza. Quante volte l’hanno invocata nell’Ave Maria: “Prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte”! E anche se in quegli istanti caotici non hanno potuto farlo, la Madonna non dimentica, non dimentica le nostre suppliche: è Madre. Sicuramente li ha accompagnati all’abbraccio misericordioso del suo Figlio Gesù”.

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