“Prudenza e fiducia, cautela e speranza, rigore e umanità”

“Donne e uomini di elevato spessore morale e dallo spiccato senso del dovere, prima ancora che poliziotti operativamente capaci e professionali”. Con queste parole il Vescovo Armando si è rivolto, lunedì 29 giugno, agli agenti di polizia penitenziaria della casa di reclusione di Fossombrone in occasione del loro patrono San Basilide. Il Vescovo ha sottolineato come quello della polizia penitenziaria sia un lavoro complesso che ha il delicato compito di “dialogo e comprensione”, capacità e doti importanti nell’espletamento del servizio istituzionale fatto di abilità nel tenere insieme prudenza e fiducia, cautela e speranza, rigore e umanità, in sostanza far rispettare la legge ed essere poliziotti ricorrendo alla forza della persuasione e non alla persuasione della forza. “Fare il proprio lavoro – ha affermato il Vescovo – con dignità, onestamente e con un briciolo di umanità in più vista la complessità della realtà in cui viviamo”.

“Il carcere – ha proseguito il Vescovo – oggi si configura come una discarica sociale, un grande magazzino dove la società continua a riversare tossicodipendenti, extracomunitari, mafiosi, tutto ciò che non si vuole vedere sotto casa o in strada. In mezzo a loro, l’agente di polizia penitenziaria che deve rappresentare la dignità e la legalità dello Stato, ovvero la legge. E la rappresenta da solo, con la sua divisa, con la sua coscienza professionale, con il suo coraggio e il suo rischio. Auguro che tutti – ha concluso il Vescovo ricordando l’importanza delle competenze e la abilità pratiche – siano ‘ricchi dentro’, nella persona e nell’animo”.

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