Mercatello festeggia Santa Veronica

L’attesa solennità di Santa Veronica è stata preceduta da una novena, ma è stato soprattutto il triduo che ha visto una significativa presenza di fedeli i quali, oltre a prendere posto in chiesa, si sono accomodati nel piazzale antistante il santuario: ciò ha permesso non solo di rispettare le distanze di sicurezza, ma di seguire comodamente la celebrazione preceduta dal canto del vespro guidato dalle monache cappuccine.

Il predicatore. Il triduo è stato animato da padre Marzio Calletti O.F.M. cap., che ha presentato l’esortazione apostolica Christus vivit di papa Francesco, soffermandosi sui contenuti più significativi e collegati all’esperienza personale di Orsola Giuliani (Santa Veronica), che visse la sua fanciullezza e adolescenza a Mercatello. Nel suo Diario suor Veronica ricorda tante volte la sua famiglia e gli anni della gioventù passati a Mercatello descrivendo anche la focosità del suo carattere, l’avversione del padre per la vocazione che si confrontava con la sua ferrea volontà di perseguire la scelta monastica. Padre Marzio ha saputo ben interpretare ed esporre il pensiero del papa e porlo in relazione al vissuto dei giovani d’oggi. Significativa e partecipata la preghiera di adorazione per le confraternite della parrocchia il martedì sera 7 luglio nella chiesa delle monache.

La solennità. Giovedì 9 luglio sin dal mattino diversi padri cappuccini hanno accolto i fedeli nella chiesa della Santa Croce, attigua al monastero, per le confessioni. Le celebrazioni si sono susseguite nella chiesa del monastero dalle 6 alle 10. Alle 11,15 in Collegiata la concelebrazione presieduta da padre Marzio. L’apice della giornata è stata la Messa pontificale presieduta alle 21 dall’arcivescovo mons. Giovanni Tani alla presenza di autorità civili e militari, confraternite, Terz’Ordine francescano e schola contorum, che ha animato i canti. Tanta è stata la partecipazione dei fedeli, attenta e partecipe e, a tratti, il silenzio è sembrato assordante. La celebrazione si è svolta sul palco allestito davanti al nobile palazzo della famiglia Gasparini eretto nel 1640, famiglia dalla quale è nato Ottavio, vescovo di Città di Castello (1734-1759) negli anni immediatamente successivi la morte di santa Veronica. Dietro il palco campeggiava la grande immagine della Santa realizzata dal mercatellese Gilberto Grilli, allievo ed erede del grande Pietro Annigoni. Esposta alla venerazione dei fedeli la statua della santa realizzata in cartapesta a Lecce dalla ditta Malecore nel 1927. Anche l’imponente facciata della pieve Collegiata ricorda il II centenario della morte della santa (1927).

L’omelia. L’arcivescovo nella sua omelia ha sottolineato il valore della vita monastica nella chiesa e la dimensione contemplativa della fede. Ha poi ricordato l’infanzia di Veronica trascorsa a Mercatello, il suo cammino spirituale, la scelta fondamentale per il Signore, fatta sin dall’infanzia e maturata nell’adolescenza, sottolineando come sia decisivo anche per noi che le scelte vengano fatte, coltivate e maturate sin dalla giovinezza e come il Signore debba essere il motivo orientativo e primario nella vita perché l’esistenza sia piena e gioiosa. L’Arcivescovo ha proseguito ricordando che il progetto di vita di Veronica ha trovato incomprensioni, ostacoli, difficoltà a non finire, ma che lei ha saputo combattere la grande battaglia contro il male in unione a Cristo e alla sua croce, così la spada del bene è risultata vincente sulle forze del male.

Don Fabio Bricca

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