Un prete libero e sincero

Pergola
di Filippo Fradelloni

Celebrare un anniversario significa sempre andare indietro nel tempo, ricordando un fatto già avvenuto, e farne memoria nell’oggi. Ma per un prete, così come penso accada per gli sposi che ricordano il giorno delle loro nozze, celebrare l’anniversario di ordinazione vuol dire rivivere non solo un fatto del passato, ma dire grazie a Dio perché ciò che è avvenuto in un giorno lontano, è sempre vivo e attuale, ogni momento della propria vita. Perché se è vero che lo scorrere degli anni ci cambia, ci fa crescere, ci rende più consapevoli di tante cose e ci disillude su altre, rimane il fatto che ogni volta che celebriamo l’Eucaristia, non possiamo aver dimenticato l’emozione e la trepidazione della “Prima Messa”, quella dell’Ordinazione, concelebrata con il Vescovo e i confratelli sacerdoti, così attesa negli anni di Seminario, preparata e curata in ogni dettaglio. Ed è così che domenica 17 maggio, emozionato e contento, don Sesto Biondi ha rivissuto insieme al Vescovo Armando e ad alcuni amici preti, quel giorno di 50 anni prima, il 17 maggio 1970, quando ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale da Papa Paolo VI in Piazza S. Pietro.

Anniversario. Quel giorno il Papa ricordava il cinquantesimo del suo sacerdozio, e lo aveva celebrato ordinando trecento nuovi sacerdoti di varie parti del mondo. Ed anche la piccola diocesi di Pergola aveva il suo rappresentante, don Sesto, 27 anni, nativo di San Lorenzo in Campo e incardinato a Pergola, anche se a quel tempo la sua famiglia si era trasferita a San Costanzo. E come per tutti i preti c’è stato il primo incarico, che per don Sesto è stato presso la parrocchia della Cattedrale di Pergola, ignaro che sarebbe stato anche l’unico, in quanto, pur con servizi diversi, è sempre rimasto nella nostra comunità, dove ancora svolge il suo ministero. Il suo cinquantesimo sarebbe quindi stata una grande festa di famiglia, ma le cose non sono andate come avremmo voluto. E allora? Proviamo a organizzare una festa nonostante il coronavirus. Da qui l’idea della concelebrazione con il Vescovo, al Duomo di Fano, a porte chiuse, ma grazie a Fano TV partecipata anche dai Pergolesi e non solo. Però sarebbero mancati gli auguri personali, gli abbracci che don Sesto ama tanto: da qui l’idea di un video che raccogliesse i saluti dei confratelli sacerdoti, dei famigliari, dei parrocchiani.

Comunità. Un video di quasi 20 minuti pubblicato nella pagina Facebook della Parrocchia di Pergola, con tantissime visualizzazioni, like e commenti. E come finire la giornata di festa? Un bel momento comunitario di preghiera virtuale attraverso Zoom, con tanto di brindisi finale ognuno da casa propria, tanti interventi per ricordare aneddoti e momenti belli del ministero di don Sesto, e alla fine un discorso a braccio del festeggiato. Emozionato e sorpreso, ha ribadito la sua gioia grande per il dono del sacerdozio, e soprattutto per aver sempre avuto la consapevolezza di essere in una comunità che gli vuole bene, a cui lui stesso ha sempre donato affetto grande. E per tutti noi, compreso me che da tre anni ho raccolto con onore il suo testimone di parroco di Pergola, oggi è il tempo della gratitudine per un prete che ogni giorno si dice contento di esserlo, per un prete cercatore e costruttore di pace, per un prete che è padre libero e sincero.

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