Ceriscioli sulla tenuta sanitaria: “Le cose sono andate molto bene”

Ceriscioli: «le cose sono andate molto bene» 

Lo scorso 29 aprile i direttori dei settimanali cattolici delle Marche hanno incontrato in video conferenza il presidente della Regione Luca Ceriscioli che ha risposto ad alcune domande in merito all’emergenza sanitaria. Pubblichiamo a seguire un estratto dell’intervista.

 

Centinaia tra medici e infermieri sono rimasti contagiati nelle strutture ospedaliere delle Marche. E sempre nella filiera sanitaria sono avvenuti numerosi altri contagi di pazienti in cura per altre patologie. Alcuni dializzati sono stati rimandati a casa con tampone positivo. Qualcosa evidentemente non ha funzionato nel sistema di emergenza della prima fase?

Veramente io testimonio che le cose sono andate molto bene e non lo dico come un’opinione ma guardando la curva epidemiologica. Se fosse stata gestita male avremmo avuto la curva della Lombardia o di regioni che, partite come noi, hanno continuato a crescere per un periodo molto più lungo. Poi è chiaro che ogni esperienza insegna a fare sempre meglio. Ad esempio il fatto di non avere nessuno spazio di natura emergenziale come quello grande e flessibile che stiamo realizzando a Civitanova. I nostri ospedali sono fatti non per l’emergenza e sono pensati su spazi piccoli e contingentati e non per un grande evento negativo come la pandemia che ci insegna che dobbiamo attrezzarci sotto il profilo ospedaliero come stiamo facendo a Civitanova.

Ci sono numerose critiche al progetto dell’ospedale di Civitanova. Non sarebbe stato meglio potenziare strutture già esistenti o dismesse?

In una emergenza dove la nostra regione si è distinta per un’ottima risposta c’è chi deve trovare qualcosa dove poter portare l’attacco. Anzitutto in regione non c’era nessuna struttura ospedaliera che avesse uno spazio adeguato per quel tipo di risposta. Se l’epidemia che c’è stata in Area Vasta 1 avesse avuto gli stessi dati sulle altre 4 Aree Vaste, noi con questa curva epidemiologica, che pure è stata ottima ribadisco, avremmo avuto bisogno di 250 posti letto di terapia intensiva ovvero tre volte quelli che abbiamo normalmente. La cosa incredibile è che sento critiche su Civitanova anche tra professionisti che dovrebbero essere più consapevoli di altri. Nel mese di maggio grazie al progetto realizzato con Bertolaso avremo a disposizione 84 posti che saranno gestiti da Asur. Nel nostro paese servono due anni solo per fare la gara d’appalto per una struttura. Ad Amandola con soldi e progetto donati, ancora oggi dobbiamo concludere la procedura per la gara durata due anni con ora un ricorso al Tar. Ecco perché abbiamo scelto la struttura di Civitanova, già disponibile e concessa dal Comune. Questa potrebbe servire entro l’anno e, passata la pandemia, si penserà a una nuova costruzione per l’emergenza.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *