Pesaro, Coronavirus e scuole. Ma alla diretta della conferenza stampa non c’è spazio per le domande

C’era attesa per la diretta Facebook promossa dal sindaco di Pesaro Matteo Ricci dal titolo “Basta panico”. Si annunciava infatti: «faremo il punto della situazione sui casi della nostra provincia e sulle iniziative specifiche da prendere». Al centro della questione l’emergenza sanitaria nazionale riguardante l’infezione da “coronavirus”. In questi giorni in tanti hanno seguito l’avvicendarsi degli eventi e in particolare il dibattito nato a seguito del braccio di ferro istituzionale tra Governo e Regione Marche in merito alla scelta del presidente Luca Ceriscioli di chiudere le scuole del nostro territorio. Scelta apertamente criticata dal sindaco Ricci che invece avrebbe preferito non sospendere le lezioni. Poi il contagio (uno dei pochi in Italia) di uno studente del liceo scientifico “Marconi” che ha costretto all’isolamento un’intera classe con i rispettivi familiari. Quanti contagi in più ci sarebbero stati con le scuole aperte? Quante famiglie in quarantena?

La domanda se la sono posta tanti pesaresi e una risposta proprio oggi è arrivata dal virologo Roberto Burioni che, dalle colonne del Resto del Carlino commentava: «Ho approvato Ceriscioli perché se le scuole fossero aperte, gli studenti potrebbero trasmettere il virus ad altri bimbi e questi portarla a casa da genitori e nonni. Facciamo un sacrificio in più per qualche settimana. Non dobbiamo farci prendere dal panico e nemmeno fare i faciloni».

Ma torniamo invece alle risposte della conferenza stampa odierna. Il Sindaco ha informato che da lunedì 2 marzo le scuole della città saranno regolarmente aperte, tutte tranne il “Marconi” che in via precauzionale rimarrà chiuso un paio di giorni in più. Poi dopo un monologo di mezz’ora la prima domanda: «Qual è stata la logica di chiudere il “Marconi” visto che il campus è formato da circa 4mila studenti?».

La risposta – in diretta – non è mai arrivata perché qualcuno ha scelto di terminare il video senza fare ascoltare le domande della stampa e dei giornalisti che stavano dando voce ai dubbi dei cittadini.

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